Rodney Brooks con un robot

Rodney Brooks: le innovazioni di oggi e domani nella robotica

Stiamo assistendo a una rivoluzione robotica: sempre più robot possono svolgere diverse attività, insieme a noi o senza di noi. Ne è convinto anche Rodney Brooks, professore di robotica al MIT (Massachusetts Institute of Technology), imprenditore, presidente e CEO di Rethink Robotics. L’esperto di robotica e di intelligenza artificiale ha condiviso quelle che per lui sono 5 innovazioni recenti e 5 innovazioni future del settore. Vediamole.

 

5 innovazioni recenti nella robotica

Ogni anno che passa vediamo robot diversi tra loro svolgere differenti tipi di compiti. Robot antropomorfi, quadricotteri, veicoli automatizzati e chi più ne ha più ne metta. Possono svolgere lavori che riteniamo noiosi, sgraditi e pericolosi. Domani potranno domineranno i settori in cui la pazienza e la precisione saranno fondamentali. L’impatto della robotica, le sue implicazioni sociali e culturali sono evidenti e lo saranno ancora di più nei prossimi anni. E Rodney Brooks ce ne spiega le ragioni mostrandoci prima 5 innovazioni recenti nella robotica (2012-2015) che hanno aperto altre strade verso il progresso; e poi 5 innovazioni che caratterizzano la robotica del futuro. Vediamo il primo gruppo.

1. Le automobili per consumatori hanno iniziato a diventare robot

Rodney Brooks ci tiene a precisare che i veicoli automatizzati di cui sentiamo parlare sempre più spesso non sono altro che dei robot. Interagiamo sempre più spesso con essi e dunque dobbiamo ripensare alle interfacce, alle regole e ai comportamenti per stabilire interazioni migliori man mano che queste tecnologie diventeranno di uso comune.

2. I sensori per i giochi 3D sono facilmente disponibili

Se i robot non ci comprendono ancora bene è anche colpa nostra, del disordine umano. “Ma di recente“, spiega Brooks, “i sensori per i giochi 3D, guidati dall’elettronica di consumo, stanno diventando abbastanza buoni per permettere a un robot di iniziare a navigare in modo più efficace.“.

3. La navigazione robotica (VSLAM) ora è a buon mercato, disponibile su smartphone e per aspirapolvere. 

La nuova tecnica VSLAM (Visual Simultaneous Localization and Mapping) permette ai robot di mappare il loro ambiente e di comprenderlo molto più facilmente. Brooks spiega: “Migliaia di ricercatori hanno lavorato su questo problema durante gli anni ’90. Ora è diventato così a buon mercato che l’ultimo Roomba ha una videocamera e costruisce mappe 3D del mondo quando va in giro.


4. I sistemi di controllo dei dorni hanno raggiunto un punto di svolta

Alcuni anni fa, il controllo autonomo di un modello di elicottero era molto, molto difficile. Poi sono arrivati i droni, insieme alla tecnologia della telefonia mobile e ora i sistemi di controllo dei droni sono intrinsecamente più facili e quasi tutti coloro che possono programmare, ora possono scrivere codici per far volare i droni“, ha detto Rodney Brooks.

In effetti, lo sviluppo dei droni è cresciuto parecchio nel corso degli ultimi anni. La loro tecnologia è sempre più sofisticata e diventa sempre più accessibile. Questa evoluzione è spiegata benissimo da Chris Anderson, giornalista americano, ex direttore di Wired e ora CEO di 3D Robotics. Questi robot volanti continueranno a sorprenderci.

5. Le videocamere GoPro hanno dato ai droni qualcosa da fare

Le videocamere GoPro “catturano grandi immagini e sono piccole, durature e adattabili. Rendono i droni più utili e divertenti.“. E non solo: queste videocamere possono raccogliere dati e informazioni per diversi scopi. Infatti, oggi possiamo vedere un aumento della produzione di filmati girati grazie ai droni che vengono adottati in diversi settori: business, intrattenimento e persino agricoltura.

Sono tutte innovazioni importanti che ci porteranno a creare nuove utili tecnologie robotiche. Quindi, cosa offrirà la robotica in futuro?

 

5 innovazioni future della robotica

Ed ecco invece le 5 previsioni del futuro della robotica secondo Rodney Brooks. Tali innovazioni riguarderanno i prossimi 3 anni.

1. Le unità degli smartphone diventeranno supercomputer incorporati nei robot

Forse a volte non ce ne rendiamo conto, ma gli smartphone che usiamo oggi sono dei piccoli supercomputer. E le stesse componenti di questi smartphone alimentano anche i robot. Il primo robot Roomba, ad esempio, aveva 512 byte di RAM. Oggi il robot Roomba si basa su tecnologia VSLAM, si muove in casa in modo autonomo ed è venduto a circa 300 dollari. Nei prossimi 5 anni queste capacità cresceranno esponenzialmente provocando un profondo impatto nel settore della robotica.

2. Apprendimento condiviso nel cloud per i robot

Questo è uno dei concetti più importanti che caratterizzerà la robotica del futuro. I robot connessi al cloud possono condividere i dati sulle loro esperienze: in questo modo il loro apprendimento cresce rapidamente in modo costante. L’esempio migliore di cloud per i robot è quello dei veicoli automatizzati. Le auto driverless caricano di continuo nel cloud i dati di guida acquisiti attraverso i sensori. Così ogni veicolo autonomo che ha accesso al cloud può sfruttare quei dati ed essere aggiornato sui percorsi e sugli ostacoli.

Il funzionamento di base di questa tecnologia, quindi, esiste già. Un esperimento abbastanza recente, inoltre, ha visto un robot apprendere alcuni compiti da un altro robot tramite il cloud computing, Magari in futuro questo sistema sarà ancora più preciso ed efficiente. Spingendoci ancora oltre, possiamo immaginare robot che si evolveranno e si riprodurranno autonomamente. Fantascienza? Non del tutto.

3. La diffusione della disponibilità e l’ascesa dei robot collaborativi

Un robot collaborativo è un robot progettato per assistere e potenziare in modo sicuro il lavoro delle persone. Esempi di questa tipologia di robot sono Baxter e Sawyer della Rethink Robotics. Nei prossimi anni assisteremo ad ulteriori progressi in questo particolare settore della robotica. Prima di pensare a come e quando i robot ci sostituiranno nelle nostre attività lavorative, dovremmo comprendere a quali e quanti vantaggi otterremmo con una loro collaborazione.


4. Protesi controllate neurologicamente

Nei prossimi anni, le protesi controllate con il cervello ci renderanno superumani. Rodney Brooks ha spiegato questo concetto: “Stiamo già migliorando noi stessi, e ciò sta per accelerare. Gli impianti cocleari sono un grande esempio, anche se esistono già da un po’. Ora ci sono grandi programmi della DARPA su dispositivi robotici controllati neurologicamente. Diventeremo superumani.“. Queste protesi cambieranno il modo in cui interagiamo con il mondo, potenziando le nostre capacità fisiche e mentali. Brooks ha poi proseguito: “Potremmo diventare grandi arrampicatori all’età di 70 anni… Ci sarà un intero settore per le persone che renderanno loro stesse migliori inserendo queste cose nei loro corpi.“.

Johnny Matheny e Les Baugh sono testimoni che hanno “visto” col proprio corpo gli enormi passi in avanti che abbiamo fatto nel settore delle protesi robotiche controllabili con la mente. Per Rodney Brooks, dunque, in futuro sarà anche la neurotecnologia a portarci risultati interessanti. Ad un certo punto non si tratterà solo di migliorare le condizioni di vita di chi ha perso abilità motorie, visive o auditive, ma anche di potenziare le abilità fisiche e mentali delle persone che vogliono semplicemente aumentare queste capacità.

5. Robot per l’assistenza fisica delle persone anziane

In alcuni paesi stiamo assistendo a una curiosa inversione demografica. In Giappone, ad esempio, molto presto il 30% della popolazione avrà più di 65 anni. Una situazione simile si presenterà in Cina verso il 2050, così come negli Stati Uniti, nell’America del Nord e in Europa. Secondo Brooks, ci ritroveremo in uno scenario in cui “gli anziani dovranno occuparsi di quelli più anziani“. La robotica potrebbe essere la soluzione a questo problema.

Stiamo assistendo a molte prime prove di robot che aiutano gli anziani ad andare a letto, ad alzarsi dal letto, a salire le scale con la spesa, il genere di cose di cui avremo bisogno per mantenere la nostra indipendenza. Anche il veicolo automatizzato è un altro tipo di robot per la cura degli anziani perché ci permette di guidare più a lungo, di avere la nostra indipendenza più a lungo.“.


Quelle descritte da Rodney Brooks sono delle innovazioni interessanti. L’esperto di robotica, che di recente si è espresso anche sui progressi dell’intelligenza artificiale, ha fornito un quadro molto chiaro dei risultati ottenuti fino ad oggi nel settore e di quelli che potremo ottenere in un futuro non molto lontano. Veicoli autonomi sempre più precisi, protesi che ci potenzieranno, robot sempre più sofisticati che condivideranno informazioni nei cloud e che potranno aiutarci in molte attività lavorative e nell’assistenza agli anziani. Un futuro in cui la robotica avrà un ruolo fondamentale e si rivelerà molto utile.

Fonte: singularityhub
Fonte immagine: Flickr


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