Jason Silva sul Transumanesimo

Il Transumanesimo secondo Jason Silva

Che cos’è il Transumanesimo? Stavolta a rispondere alla domanda è stato Jason Silva, filosofo, personaggio televisivo, regista e speaker prolifico. Silva parla spesso di temi legati al futurismo, alla creatività, all’innovazione, alla tecnologia esponenziale e alla condizione umana. Nel video di Big Think intitolato “Jason Silva on Transhumanism: Are We Decommissioning Evolution?” il filosofo ha descritto il pensiero transumanista citando diversi esperti e facendo alcuni esempi. Stiamo davvero “smantellando l’evoluzione”? Di seguito il video e la trascrizione del suo intervento.

 

“Il Transumanesimo è essenzialmente la scuola filosofica di pensiero secondo cui gli esseri umani dovrebbero usare la tecnologia per trascendere i loro limiti. È perfettamente naturale per noi usare i nostri strumenti e superare i nostri limiti. Per estendere le nostre menti, per estendere la nostra intelligenza con queste impalcature tecnologiche.

I filosofi Andy Clark e David Chalmers parlano di tecnologia come un’impalcatura che estende i nostri pensieri, la nostra portata e la nostra visione. Ray Kurzweil ci ricorda che 100.000 anni fa nelle savane dell’Africa quando raccoglievamo un bastoncino da terra e lo usavamo per raggiungere un frutto su un albero davvero alto, stavamo usando i nostri strumenti per estendere la nostra portata.

La tecnologia siamo noi. La tecnologia è il nostro fenotipo esteso come dice Dawkins. La tecnologia è la nostra seconda pelle. Non siamo l’unica specie che fa così. Sapete, le termiti costruiscono queste enormi colonie che sono controllate con la temperatura. Intendo che le nostre città come una colonia di termiti sono davvero chi siamo noi.

Se si è in grado di fare quello spostamento cognitivo e trascendere ciò che Andy Clark chiama skin bag bias* e realizzare che noi non terminiamo dove termina la nostra pelle, ma che siamo legati ai nostri ambienti tecnologici e alle nostre abitazioni. E ciò che progettiamo progetta noi, perché ciò che progettiamo alla fine siamo noi.

Noi siamo una specie che crea tecnologia allo stesso modo di un ragno che è una specie che crea la ragnatela. Kevin Kelly, che ha cofondato Wired, descrive la tecnologia come il settimo regno della vita. Lui lo chiama il technium. Lui dice che è soggetto alle stesse forze evolutive dell’evoluzione biologica.

La follia qui è che stiamo scoprendo sempre più che i nostri sistemi tecnologici stanno rispecchiando alcuni dei sistemi naturali più avanzati in natura. Internet è cablata come i neuroni nel nostro cervello che è collegato come i modelli informatici della materia oscura nell’universo. Tutti condividono la stessa intrecciata struttura filamentosa. Cosa ci dice ciò? Che non c’è nessuna distinzione tra il nato e il fabbricato. Tutto questo è natura. Tutto questo siamo noi. Quindi essere umano è essere transumano.

La ragione per la quale siamo arrivati a un punto chiave nella storia è che abbiamo smantellato la selezione naturale. Questo indica che noi ora siamo i principali agenti dell’evoluzione, giusto? Edward O. Wilson ci ricorda che ora dobbiamo decidere chi vogliamo diventare. Freeman Dyson – nel prossimo futuro una nuova generazione di artisti compone il genoma con la stessa fluidità con la quale [William] Blake e [George] Byron scrivevano i versi.

Con la trasformazione biologica e biotecnologica stiamo parlando del software che scrive il proprio hardware. La vita stessa, la nuova tela per l’artista. La nanotecnologia, che modella la materia. Materia programmabile. Il mondo intero diventa calcolabile. La vita stessa programmabile, aggiornabile.

Che cosa ci dice questo su ciò che significa essere umani? Vuol dire che essere umani significa trasformare e trascendere. Lo abbiamo sempre fatto. Non siamo la stessa specie che eravamo 100.000 anni fa. Non saremo la stessa specie domani. Di recente Craig Venter ha detto che abbiamo avuto modo di capire che siamo una specie guidata dal software. Cambia il software, cambia la specie. E perché non dovremmo?”

*l’espressione adottata dal filosofo Andy Clark, “skin bag bias”, fa riferimento ai tipici pregiudizi e agli errori della coscienza collettiva.


Jason Silva è senza dubbio un entusiasta delle trasformazioni apportate dalla tecnologia. Il suo modo di affrontare l’argomento è affascinante e suscita molte curiosità. Non si fossilizza troppo sui riferimenti filosofici che tra l’altro non sono mai troppo intricati o complessi. Anzi, invitano alla riflessione.

Mi è piaciuto questo suo intervento perché riesce a dare una spiegazione generale del Transumanesimo. Un movimento che molto spesso viene frainteso e che viene altrettante volte interpretato in molti modi diversi. Insomma, non esiste una visione univoca del Transumanesimo. Ma credo che Silva, a partire dalla sua definizione iniziale, sia riuscito a restituire buona panoramica generale.

Un approccio un po’ diverso è invece quello adottato da Gerd Leonhard, il quale si concentra più sul rapporto tra i vantaggi e gli svantaggi della tecnologia in continuo progresso. In particolare descrive gli impatti che tecnologie digitali hanno sulla nostra vita e sulla società. Credo sia molto utile osservare, studiare e comprendere i diversi punti di vista sull’evoluzione tecnologica digitale. In questo modo possiamo avere una prospettiva più ampia delle trasformazioni che stiamo vivendo negli ultimi anni e di quelle che dovremo affrontare in futuro.

Immagine: Flickr


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