Alla scoperta dell’intelligenza artificiale di Facebook

Yann LeCun
Yann LeCun

La BBC ha intervistato il professor Yann LeCun, un professionista che si è distinto nel settore del Deep Learning e che adesso è direttore della ricerca sull’intelligenza artificiale (IA) di Facebook. Yann LeCun ha parlato di come il social network di Mark Zuckerberg stia sfruttando sempre più questa tecnologia. Ha spiegato perché crede che Elon Musk e Stephen Hawking si sbagliano prevedendo che l’IA distruggerà l’umanità.

Musk e Hawking infatti, insieme a tanti altri esperti, hanno firmato due lettere sui rischi dell’intelligenza artificiale (qui puoi leggere sia la prima sia la seconda). Una prospettiva pessimistica, se non addirittura apocalittica, dello scenario futuro legato al progresso tecnologico digitale. Ma c’è anche chi esclude fermamente che ci potranno essere conseguenze negative. E c’è chi sostiene che, con le dovute precauzioni, non correremo nessun pericolo.

Anche Yann LeCun si è espresso a riguardo. Sembra che lui faccia parte del gruppo degli ottimisti. Di seguito trovi la traduzione dell’intervista.

 

Che cos’è l’intelligenza artificiale?

È l’abilità di una macchina che giudichiamo come comportamento intelligente per persone o animali. È diventata sempre più la capacità delle macchine di imparare da sole e di migliorare le proprie prestazioni.

Sentiamo molto di macchine che apprendono, ma queste pensano davvero?

Le macchine che abbiamo al momento sono molto primitive, in un certo senso. Alcune di loro, in qualche misura, emulano i principi fondamentali del funzionamento del cervello. Non sono affatto delle copie carbone dei circuiti cerebrali, ma hanno qualcosina in comune.

Sono molto piccole per gli standard biologici. Le reti neurali più grandi che simuliamo possiedono qualche milione di neuroni simulati e qualche miliardo di sinapsi – cioè le connessioni tra neuroni. E ciò li metterebbe allo stesso livello di animali molto piccoli. Quindi niente a confronto di quelle che penseremmo come esseri umani.

In questo senso non pensano e siamo ancora molto lontani dalla costruzione di macchine in grado di ragionare, progettare, ricordare correttamente, avere buon senso e che sappiano come funziona il mondo.

Ma quello che possono fare è riconoscere gli oggetti e le immagini di quella che a volte sembra essere la prestazione sovrumana. Possono fare un lavoro decente nel tradurre un testo da una lingua a un’altra o nel riconoscimento vocale. Quindi, in questo senso, fanno cose che gli esseri umani considererebbero come un compito intelligente.

Come funzionano realmente queste macchine?

Molte delle macchine che stiamo costruendo sono reti neurali artificiali. Compiono un numero molto ampio di semplici operazioni che essenzialmente si riducono in moltiplicazione e addizione.

Ampie reti di neuroni simulati ognuna delle quali è collegata con diverse migliaia di altri neuroni – alcuni dei quali provengono dai pixel di un’immagine o da un segnale audio. Compiono una semplice operazione, qualcosa come una somma ponderata di tutti questi valori. Ci sono miliardi di operazioni da compiere.

Organizziamo i neuroni in strati. Questa architettura è ispirata dalla corteccia visiva dei mammiferi. E possiamo allenare le macchine a riconoscere oggetti mostrando loro migliaia di esempi.

Se vogliamo che le macchine riconoscano aeroplani, auto, persone e tavoli, raccogliamo molte immagini di queste cose e le mostriamo alla macchina una dopo l’altra.

Se sbaglia, cerchiamo un modo per aggiustare la forza delle connessioni tra i neuroni. Così la prossima volta saprà cosa sta guardando.

Cosa sta facendo Facebook con l’intelligenza artificiale?

La missione di Facebook è di connettere le persone tra loro. Aumentare ciò significa facilitare la comunicazione tra persone, ma anche connetterle con il mondo digitale nella loro vita quotidiana.

Uno dei sogni che abbiamo da anni è una sorta di agente intelligente che sembri abbastanza capace di svolgere molti compiti, compresi l’organizzazione degli incontri con gli amici e l’accesso alle informazioni che potrebbero impegnarti un’ora o due su Google.

Se avessimo macchine con un po’ di buon senso, che sapessero un po’ come funziona il mondo e che conoscessero te e i tuoi interessi, potrebbe esserti molto utile. Questo è l’obiettivo a lungo termine.

Nel frattempo possiamo usare queste tecnologie per fare tante cose utili. Selezionare il contenuto che potrebbe essere interessante per loro, filtrare i contenuti discutibili, tradurre un’immagine in un testo per i non vedenti, cose di questo tipo.

Mark Zuckerberg
Fonte: Flickr

Facebook ha lanciato un rivale di Siri. Cosa riguarda il progetto?

È un progetto chiamato M – è veramente un assistente a cui puoi chiedere qualsiasi domanda o di risolvere qualsiasi problema.

Alcune domande potrebbero richiedere la competenza umana. Quindi ogni volta che la macchina non può rispondere a una domanda, questa è mandata ad istruttori umani e dopo la macchina può imparare per fare un lavoro migliore la prossima volta. Quando avremo più esperienza con il servizio, saremo in grado di costruire macchine che faranno di più automaticamente e adatteranno il servizio a più persone.

Quello che speriamo di fare è portare quest’idea dell’assistente digitale al prossimo livello. Se pensi a Siri, Cortana, Google Now – la maggioranza delle risposte che forniscono sono date secondo copione. Qualcuno ha immaginato le possibili risposte e compreso un albero delle possibilità. Se vai fuori copione, le macchine rispondono con uno scherzo o provano ad uscirne fuori.

Tutto ciò inerente al comportamento [della macchina] è programmato da umani. Ma quello che stiamo provando a fare con M è testare l’abilità della macchina di imparare.

È molto ambizioso, molto rischioso e per ora è solo un piccolo esperimento. Ma vedremo come andrà l’anno prossimo o fra due anni.

Siamo molto emozionati a riguardo perché è davvero l’essenza dell’IA. Una macchina con cui puoi parlare e che può aiutarti.

Elon Musk e Stephen Hawking sono preoccupati per la minaccia che l’IA pone all’umanità – da che parti stai?

Non sto dalla loro parte. Prima di tutto devi renderti conto che molte persone che fanno queste affermazioni non sono ricercatori per l’intelligenza artificiale.

Nel caso di Elon Musk, lui è molto interessato alle minacce esistenziali all’umanità. Ecco perché costruisce razzi per andare su Marte nel caso accada qualcosa di brutto sulla Terra.

Nel caso di Stephen Hawking, il suo pensiero si è evoluto perché da quando è diventato aperto sulla materia ha parlato ai ricercatori del settore dell’intelligenza artificiale. Anche la sua motivazione, le sue scale temporali sono milioni e miliardi di anni. Cosa possiamo dire dell’umanità tra un miliardo di anni? È davvero difficile dire qualcosa.

Detto ciò, l’IA è già una tecnologia potente e diventerà ancora più potente. Ogni tecnologia potente ha il potenziale per poter essere sia molto benefica sia molto pericolosa, quindi dobbiamo pensare a cosa stiamo facendo.

Allora non prendi per buono lo scenario dei robot killer?

I robot che conquistano il mondo, nello stile di Terminator o di Ex-Machina, sono argomenti interessanti, ma non del tutto realistici.

Come esseri umani abbiamo difficoltà nell’immaginare un’entità intelligente che non abbia tutti gli impulsi e i difetti degli umani perché gli umani sono il solo esempio di entità intelligente che conosciamo.

Gli umani hanno tutti i tipi di impulsi che li porta a fare cose cattive tra di loro. Come l’istinto di autoconservazione e la necessità di avere accesso al cibo che portano alla necessità di avere accesso al potere e al desiderio di riprodurre.

Tali impulsi sono programmati nel nostro cervello. Ma non c’è assolutamente alcuna ragione per costruire robot che abbiano lo stesso tipo di impulsi.


 

Usiamo bene le tecnologie

Condivido appieno la posizione di Yann LeCun nei confronti dello stato attuale dell’intelligenza artificiale. Ogni tecnologia può fare del bene o del male in base a come e per cosa viene adottata. Certo, fin quando avremo a che fare con assistenti digitali il pericolo si avrebbe solo nel momento in cui tale IA raggiungerà livelli come HAL di “2001: Odissea nello spazio“. Ma come confermato da diversi esperti, ci troviamo in una fase iniziale dello sviluppo di IA.

Yann LeCun, inoltre, sostiene che non abbiamo motivi per sviluppare delle macchine che abbiano gli stessi “impulsi difettosi” degli esseri umani. Difetti che hanno a che fare con la cattiva organizzazione, l’egoismo e la ricerca spasmodica del potere. Su questo, però, ho alcuni dubbi. Perché penso anche alle macchine costruite in ambito militare che sono deputate a sabotare, distruggere, ferire e uccidere. Penso dunque alla guerra e a tutte quelle tecnologie, come i droni e gli esoscheletri, che potranno aumentare la portata distruttiva delle armi.

Vale la pena allora chiederci quale sarà il ruolo degli umani in un mondo di macchine. Avremo sempre il controllo della situazione o questi continui progressi nell’ambito dell’intelligenza artificiale rappresentano un rischio reale per le nostre vite? Magari le intelligenze artificiali ci salveranno tutti, come sostiene Frank Tipler. E questo scenario è molto più allettante. Ma è difficile fare previsioni e in alcuni casi possiamo solo limitarci a esercizi di immaginazione.

Per quanto mi riguarda, però, sono abbastanza ottimista. Viste le ultime tendenze, è possibile innescare un processo di crescita economica, tecnologica e sociale tale da poter risolvere diversi problemi. L’IA è ancora in uno stato primitivo e abbiamo tutto il tempo di crescere tecnologicamente in modo sicuro.

Se non sei del tutto convinto, ascolta le parole del fisico Lawrence Krauss che non teme gli sviluppi dell’intelligenza artificiale. Con me hanno funzionato. Mi hanno reso meno pessimista e più entusiasta nei confronti delle possibilità offerte dalle tecnologie digitali del futuro.

Tu cosa ne pensi? Condividi le opinioni di Yann LeCun o prevedi uno scenario meno positivo?

Fonte: bbc

Fonte immagine copertina: alchetron.com


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