La protesi Youbionic

Youbionic: la startup italiana che stampa protesi in 3D per mani e braccia

La stampa 3D ha un potenziale enorme, ma forse non tutti riescono a rendersene conto. Qualcuno pensa che la “rivoluzione” che doveva portare la stampa 3D non c’è stata, e probabilmente non ci sarà. Ma io credo che gran parte delle persone che non sono direttamente coinvolte si lasciano trasportare troppo dall’entusiasmo. Preferisce leggere qualche titolo sensazionalistico piuttosto che approfondire determinati argomenti.

Forse è ancora presto per parlare di rivoluzione. Non tutti possiamo permetterci un’efficientissima stampante 3D in casa e costruirci qualcosa di davvero utile. Questo è vero. Però sono convinto che qualche notizia sia stata sottovalutata, oppure sia passata inosservata. O addirittura non è passata affatto. Ma di questo parleremo dopo.

Ora vorrei parlarti di una startup italiana che si occupa della produzione di protesi attraverso la stampa 3D. Si tratta di Youbionic. Il suo obiettivo principale è sviluppare una mano artificiale per consentire i movimenti basilari alle persone che ne hanno bisogno. E vuole farlo rendendo la tecnologia accessibile.

La mano artificiale

Quelli di Youbionic ne sono convinti: la stampa 3D è la tecnologia più adatta per il loro progetto. I punti di forza della stampa 3D consentono loro di personalizzare la mano artificiale e di renderla efficiente.

La meccanica della protesi si basa sulla deformazione del materiale di cui è composta. Tutti i pezzi della mano artificiale possono essere prodotti dopo una singola stampa. I processori Arduino e i sensori sono quelli standard proprio per rendere il progetto più flessibile e conveniente per l’utente finale.

Come funziona? La mano artificiale compie determinati movimenti in base agli impulsi elettrici innescati dall’azione dei muscoli. Ecco un video dimostrativo.

 

Il prossimo step

Il gestore della startup, Federico Ciccarese, ha dichiarato: “I primi esperimenti del prototipo si sono dimostrati eccellenti. Abbiamo convalidato la nostra idea iniziale che la deformazione del materiale è necessaria al fine di ottimizzare i movimenti della mano. L’intuizione meccanica che abbiamo ricavato da un’osservazione diretta delle fibre muscolari ci ha fornito gli elementi indispensabili per progettare l’intera mano bionica.“.

Youbionic ha anche altri progetti per il futuro. Il suo prossimo obiettivo, infatti, sarà quello di stampare anche delle braccia bioniche per sostituire o aumentare gli arti superiori degli indossatori. In merito a ciò Ciccarese ha aggiunto: “Ora che la progettazione e la scelta delle componenti elettroniche sono stati stabiliti, siamo in grado di procedere alla prossima fase di sviluppo. Quello che vogliamo ottenere entro la fine dell’anno è un prodotto indossabile che possa soddisfare le esigenze del nostro progetto e che possa resistere ai primi test di laboratorio.”.

La prossima fase, dunque, vedrà l’avvio di un altro settore di produzione che si occuperà della costruzione di protesi stampate in 3D per le braccia. Queste potranno avere una funzione di sostituzione, ma potranno anche essere aggiunte ed affiancare gli arti superiori sani. In questo modo, come si legge dal sito, “i dispositivi Youbionic ti trasformeranno in una persona in grado di eseguire movimenti in sincronia impossibili per un uomo tradizionale“.

 

Tornando alla rivoluzione della stampa 3D…

Non capisco perché progetti del genere non vengano pienamente apprezzati. Sembrano obiettivi impossibili? Sarà una tecnologia poco accessibile? La mano artificiale della Youbionic costerà meno di 1.000 euro e come per ogni altra tecnologia il prezzo è destinato a diminuire nel corso del tempo. Forse siamo troppo abituati a leggere notizie di oggetti d’arredamento stampati in 3D. O di altre cose che sono simpatiche, ma davvero poco utili. Però il movimento dei maker, gli artigiani digitali, non può essere sottovalutato.

Alcuni progetti possono sembrare molto futuristici, come ad esempio gli occhi stampabili in 3D. Ma non è detto che sia irrealizzabile, dei team specializzati ci stanno lavorando seriamente. E che dire degli organi stampati in 3D per sostituire i cadaveri nelle esercitazioni mediche? Non potrebbe essere questa un’applicazione in grado di portare profondi cambiamenti nei settori della medicina e dell’istruzione?

Proprio il settore della medicina sembra essere quello più promettente per questa tecnologia. Grazie alla stampa 3D anche un trapianto di viso è possibile. Si, hai letto bene: trapianto di viso. Non è una cosa da niente. Come non sono una cosa da niente tutte quelle protesi pratiche ed economiche finora sviluppate: Anthromod, Robohand ed Handiii.

L’idea di una stampante 3D fu di Chuck Hull ed era il 1983. Fino ad oggi di progressi ne sono stati fatti. Le tecnologie che ho citato prima  create grazie alla stampa 3D (e ce ne saranno sicuramente tante altre) possono cambiare la vita delle persone. Offrono un’opportunità per ricominciare. Forse questa non può essere definita una rivoluzione. Forse è troppo presto per poter assistere alla realizzazione di tutte le promesse della stampa 3D. Ma non credo che sia stata una delusione. Anche perché sono convinto che siamo ancora in una fase iniziale.

La stampa 3D può contribuire a migliorare la vita delle persone e può diventare qualcosa di più grande. L’inizio di una rivoluzione, magari? Io credo di si.

Fonte: 3dprintingindustry


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