Il robot Nao

Il robot Nao ha mostrato un pizzico di consapevolezza

Precisiamo subito una cosa: siamo ancora lontani dall’avere un’intelligenza artificiale (IA) così sviluppata da rendere un robot totalmente consapevole. Ma il robot Nao per la prima volta ha mostrato un pizzico di consapevolezza durante un esperimento condotto da Selmer Bringsjord, professore al Rensselaer Polytechnic Institute di New York.

 

Il test per il robot Nao

L’esperimento è stato eseguito su 3 robot Nao. Sono stati programmati per pensare che a due di loro era stata data una “pillola silenziante” che li ha resi muti. In realtà è il pulsante sopra le loro teste che una volta attivato li rende muti. Bringsjord ha toccato le teste dei robot attivando però solo un pulsante, quello del robot che nel video è situato alla nostra destra. Poi ha chiesto: “Quale pillola avete ricevuto?“. Tutti e 3 hanno provato a rispondere “Non lo so”, ma ovviamente solo uno di loro era in grado di parlare. Il Nao parlante ha risposto prima “Non lo so“, ma poi, riconoscendo la propria voce, ha aggiunto: “Mi dispiace, ora lo so. Sono stato in grado di dimostrare che non ho ricevuto la ‘pillola silenziante’.“. Ecco il video.

 

L’esperimento si è basato su una variante del test chiamato “The King’s Wise Men“, ovvero i saggi del re. Forse dalle nostre parti lo definiremmo un indovinello, o un problema di logica.

Un re deve decidere chi sarà il suo nuovo consigliere e chiama i tre uomini più saggi alla sua corte. Per scegliere la persona giusta, il re mette alla prova i tre uomini dicendo loro che indosseranno o un cappello blu o un cappello bianco. Gli uomini possono vedere il cappello degli altri, ma non il proprio, e non possono parlare tra loro. Il re chiarisce che almeno uno di loro indosserà un cappello blu e che la sfida sarà giusta per tutti. Il saggio che capisce e che dichiara correttamente per primo il colore del proprio cappello diventerà il consigliere del re. Quale colore dirà il saggio che per primo ha capito la soluzione? Se non lo sai già, prova a risolverlo. Su Wikipedia puoi trovare la soluzione con tanto di ragionamento (in inglese).

 

Intelligenza artificiale sempre più sofisticata

Il robot Nao è stato usato per diversi esperimenti nell’ambito della robotica sociale. Uno, in particolare, è stato davvero interessante. Infatti ha dimostrato che, in un contesto lavorativo, prendere ordini da un robot è diverso rispetto a prenderne da un essere umano.

In generale, i progressi nel campo dell’intelligenza artificiale sono evidenti. Non sappiamo se i robot prima o poi diventeranno consapevoli. Ma sappiamo che saranno in grado di svolgere compiti sempre più complessi. Di recente, un programma cinese ha superato il test per il QI battendo alcune persone. Ciò preoccupa diversi esperti, alcuni dei quali hanno firmato una lettera aperta sui rischi dell’intelligenza artificiale. Altri, invece, sono più ottimisti, ma affermano che bisogna comunque prestare attenzione. Dopo tutto, i robot sono sempre frutto del lavoro umano. E gli umani, si sa, spesso commettono degli errori.

Ray Kurzweil, ad esempio, è tra coloro che considera l’intelligenza artificiale come imperativo morale. Cioè dobbiamo puntare sulle IA se vogliamo migliorare le nostre società dal punto di vista della produttività, della ricchezza e del benessere. Lo stesso Kurzweil sostiene inoltre che un giorno i robot saranno i nostri assistenti personali. E l’inventore americano ci sa fare con le previsioni tecnologiche, credimi. Probabilmente la piccola grande prova di consapevolezza dimostrata da Nao è un altro passo verso l’intelligenza artificiale prospettata da Kurzweil.

Fonte: popsci
Immagine: Flickr


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