Ray Kurzweil

Ray Kurzweil: l’intelligenza artificiale come “imperativo morale”

Il quantum computing, il mind uploading, l’intelligenza artificiale (IA) e le sue conseguenze per l’umanità sono stati gli argomenti affrontati alla conferenza Exponential Finance organizzata dalla CNBC e dalla Singularity University.

È intervenuto via telepresenza anche il grande inventore, informatico e futurista Ray Kurzweil. Ad un certo punto ha risolutamente dichiarato: “Abbiamo l’imperativo morale di continuare a raggiungere la promessa [dell’intelligenza artificiale] mentre controlliamo il pericolo. Io tendo ad essere ottimista, ma questo non significa che dovremmo essere cullati in una mancanza di preoccupazione.“.

 

Kurzweil vs Musk

La dichiarazione di Kurzweil è molto importante. A differenza di quanto si possa pensare, il suo ottimismo non è puro e cristallino. Ma è affiancato anche dalle preoccupazioni legate al possibile sviluppo di IA non sicure. Preoccupazioni condivise da un più allarmato Elon Musk, il quale circa un anno fa twittò: “Vale la pena leggere Superintelligence di Bostrom. Dobbiamo essere super attenti con la IA. Potenzialmente più pericolosa delle armi nucleari.”.

Il tweet di Musk ha attirato moltissima attenzione. Per questo motivo Kurzweil ha ritenuto necessario fare un chiarimento.

Non sono sicuro da dove provenga Musk. È un importante investitore nel campo dell’intelligenza artificiale. Diceva che avremmo potuto avere la superintelligenza entro 5 anni. Questa è una posizione molto radicale – non conosco alcun professionista che ci crede.

Poi ha aggiunto: “Abbiamo questi rischi esistenziali emergenti e abbiamo anche, finora, modi effettivi per affrontarli… Penso che questa preoccupazione diminuirà quando vedremo sempre più benefici positivi dell’intelligenza artificiale e otterremo più fiducia sul suo controllo.“. È questo l’ottimismo di Kurzweil. Un ottimismo che è basato sullo studio del progresso e delle tendenze tecnologiche, ma che non trascura del tutto eventuali conseguenze negative.

 

Verso la convergenza

Ray Kurzweil ha fatto diverse previsioni in passato che successivamente si sono realizzate. Alcune delle più recenti riguardano i prossimi 25 anni e hanno a che fare soprattutto con l’intelligenza artificiale. Secondo Kurzweil, ci stiamo avviando verso una progressiva convergenza con la tecnologia.

“Ci uniremo direttamente con essa, ci stiamo accingendo a diventare delle IA. Abbiamo sempre utilizzato la nostra tecnologia per estendere la nostra portata… Questa è la natura dell’essere umani, di trascendere i nostri limiti, e ci sono sempre stati pericoli.”

In base ai calcoli di Kurzweil, la crescita esponenziale della computazione continuerà fino al raggiungimento del livello dell’intelligenza umana, cioè fino al 2029. Seguirà poi la fusione con l’intelligenza artificiale nel 2030 e gli esseri umani saranno “un ibrido dal pensiero biologico e non-biologico“. Saremo in grado di collegare il nostro cervello al cloud per sfruttare un’enorme potenza di calcolo.

E non finisce qui: “Verso la fine degli anni del 2030 o del 2040 il nostro pensiero sarà prevalentemente non biologico. La parte non-biologica in definitiva avrà una così vasta capacità che sarà in grado di modellare, simulare e comprendere appieno la parte biologica. Saremo in grado di fare un completo backup del nostro cervello.”. Caricare un cervello su un computer (mind uploading) è un altro tema che alcuni studiosi, come Randal KoeneMartine Rothblatt, stanno prendendo seriamente in considerazione. Saremo davvero in grado di fare una cosa del genere tra 15-25 anni?

 

Google è il posto giusto

Ray Kurzweil è anche il direttore del settore ingegneristico di Google. Negli ambienti del colosso di Mountain View il nostro futurista si sente molto a suo agio: “È una società piuttosto notevole. Le risorse sono incredibili: calcolo, dati, algoritmi e in particolare il talento. Penso che sia davvero l’unico posto dove posso fare il mio progetto che è stata una ricerca di 50 anni per ricreare l’intelligenza umana… Penso che stiamo seguendo davvero bene la tabella di marcia per raggiungere i livelli umani di intelligenza entro il 2029.”.

La squadra di Kurzweil, infatti, sta lavorando su numerose tecniche di intelligenza artificiale per studiare il linguaggio e l’apprendimento in collaborazione con DeepMind, la startup acquisita da Google che ha sviluppato una rete neurale capace di apprendere come giocare ai videogiochi. Ma non sappiamo bene su cosa stiano lavorando nello specifico e forse non lo sapremo fino al 2017. Possiamo immaginare, però, che Kurzweil si stia concentrando su come padroneggiare al meglio l’intelligenza artificiale.

Google ha tutti gli ingredienti necessari per fare progressi significativi in questo campo: Kurzweil, giovani talenti e disponibilità economica. Nel 2029 vedremo robot assistenti personali che ci renderanno la vita più facile perché avranno raggiunto un livello di comprensione molto alto. Ottimismo dunque, ma anche molta attenzione traspaiono dalle parole di Kurzweil:

“La tecnologia è un’arma a doppio taglio… 
Ogni tecnologia ha avuto la sua promessa e il suo pericolo.

Fonte: singularityhub
Immagine: Flickr


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