Assange sul TPP: c’è poco di commercio tradizionale

Julian Assange

Il TPP (Trans-Pacific Partnership) è un accordo di regolamentazioni e investimenti regionali tra 12 paesi che è stato proposto nel 2005. Ma non è mai stato avviato definitivamente a causa delle trattative segrete e delle clausole controverse trapelate grazie a WikiLeaks.

Gli attuali paesi partecipanti sono: Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Stati Uniti e Vietnam. Gli interessi in gioco sono enormi e l’amministrazione Obama sembra voler a tutti costi l’approvazione del trattato. Ma il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ha rivelato altre controverse informazioni sul TPP che potrebbero mettere in luce la vera natura dei negoziati.

 

Commercio tradizionale?

Assange lo ha fatto capire molto chiaramente. Gran parte dei contenuti del TPP non hanno nulla a che fare con il commercio. Su 29 capitoli, solo 5 riguardano il commercio tradizionale. Attraverso le sue parole, che ho riportato di seguito, possiamo capire meglio come funziona il TPP e quali conseguenze provoca.

“Prima di tutto, è il trattato economico internazionale più grande che sia mai stato negoziato, molto più grande del NAFTA. Non si tratta tanto di commercio, solo 5 dei 29 capitoli riguardano il commercio tradizionale.

Gli altri riguardano regolamentare internet, e quali informazioni gli internet service provider devono raccogliere, devono consegnarle alle imprese in determinate circostanze, la regolamentazione delle condizioni di lavoro, che regola il modo in cui favorire l’industria locale, che disciplina l’ospedale, il sistema sanitario, la privatizzazione degli ospedali. Quindi essenzialmente ogni aspetto di una moderna economia. Ci sono anche i servizi bancari nel TPP.

Quindi si sta erigendo e incorporando una nuova ultramoderna struttura neoliberale sulla legge degli Stati Uniti e sulle leggi di altri paesi. E la si sta mettendo in forma di trattato.

Mettendola in una forma di trattato, ci sono 14 paesi coinvolti. Il che significa che è molto difficile da revocare. Quindi se c’è un desiderio, un desiderio democratico per farlo su un percorso diverso, ad esempio, per introdurre il trasporto pubblico, allora non si può cambiare facilmente il TPP perché bisogna tornare sulle altre nazioni coinvolte.

Ora considerando questo esempio, cosa succede se l’amministrazione o il governo decide di voler costruire un ospedale da qualche parte, e c’è un ospedale privato eretto nelle vicinanze?

Beh, il TPP dà al costruttore della clinica privata il diritto di citare in giudizio il governo per la perdita prevista, la perdita per i futuri profitti previsti. Questa è una futura perdita prevista, non è una perdita effettiva che è stata sostenuta, è una pretesa per il futuro.

Sappiamo da strumenti simili dove i governi possono essere citati in giudizio sui trattati di libero scambio, che questi possono essere usati per la costruzione di un effetto intimidatorio sulle leggi di regolamentazione dell’ambiente e della salute. Ad esempio, il Togo, l’Australia, l’Uruguay sono tutti stati citati in giudizio dalla società del tabacco Philip Morris per impedire loro di introdurre avvertenze sanitarie sui pacchetti di sigarette…

Non è neppure un campo da gioco. Diciamo che permettere alle aziende, rendere più facile per le aziende di citare in giudizio i governi, forse è giusto. Forse il governo è troppo potente e le aziende devono avere il diritto di fare loro causa, in determinate circostanze.

Ma sono solo le multinazionali che ottengono questo diritto. Le società statunitensi che operano negli Stati Uniti in relazione agli investimenti che avvengono negli Stati Uniti non avranno questo diritto.”


In cerca di risposte

Ancora una volta ad essere tutelati saranno solo i diritti delle multinazionali. WikiLeaks ha pubblicato solo uno dei 29 capitoli del trattato, l’Investment Chapter. Tra l’altro era classificato per essere reso pubblico soltanto 4 anni dopo l’entrata in vigore del TPP o. se non fosse stato raggiunto l’accordo, 4 anni dopo la chiusura dei negoziati. Ma perché tutta questa segretezza? Che senso ha tenere nascosti degli accordi commerciali che potrebbero portare ricchezza in alcuni paesi?

Inoltre, il TTP è il precursore di un altro trattato molto discutibile denominato TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership). Anche il TTIP è un accordo segreto, ma che vede la partecipazione di altri protagonisti: Stati Uniti ed Unione Europea. Le negoziazioni per il TTIP iniziarono nel 2013, sempre sotto l’amministrazione Obama.

Entrambi i trattati, TTP e TTIP, se entreranno completamente in vigore copriranno più del 60% del PIL globale. Gli effetti avranno un’eco mondiale, non riguarderanno solo i paesi che hanno stretto l’accordo. Inoltre, questi negoziati avvengono al di fuori della supervisione della World Trade Organization (WTO). Perché? Forse per avere più libertà di azione?

Infine, una piccola curiosità: nei suddetti trattati sono assenti i paesi del BRIC, ovvero Brasile, Russia, India e Cina. Un caso? Probabilmente no. Purtroppo le domande senza risposta sono tante, direi troppe. Ma grazie a WikiLeaks adesso sappiamo qualcosa in più su questi trattati. Sappiamo anche che, anche stavolta, la trasparenza è andata a farsi benedire. Una risposta sulla segretezza del TPP ce l’ha data proprio Assange. Non è un accordo commerciale, c’è dell’altro. Teniamoci pronti.

Fonti: WikiLeaksinfowars
Immagine: Flickr


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