Illustrazione del funzionamento dei giocattoli di Google

Google: brevetto per giocattoli spioni?

Il colosso di Mountain View ha da poco pubblicato un brevetto chiamato “Agent Interfaces For Interactive Electronics That Support Social Cues“. Era stato archiviato nel 2012, ma Google ha deciso di pubblicarlo solo quest’anno. Il brevetto descrive “dispositivi antropomorfici” in grado di supportare i segnali sociali. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Questi dispositivi antropomorfici, come si può vedere nell’illustrazione sopra, non sono altro che pupazzi, giocattoli. Sono stati progettati per controllare uno o più dispositivi multimediali attraverso internet. E sono dotati di diversi sensori, videocamere e microfoni per rilevare segnali sociali come movimenti, parole e frasi.

Grazie ai sensori, questi giocattoli possono direzionare la videocamera e il microfono verso lo sguardo di chi hanno di fronte. Nel brevetto sono descritte anche altre interazioni come esprimere curiosità, inclinare la testa, corrugare la fronte e grattarsi la testa. Tutto ciò in risposta al comportamento del bambino e ai comandi che impartisce al giocatolo.

Lo scopo sembra essere quello di consentire ai bambini di ascoltare la musica, di vedere film, o di fare qualsiasi altro gioco senza usare complicate interfacce. Basterà interagire con il giocattolo e avranno tutti i giochi che desiderano. Potrebbe essere una tecnologia molto comoda, ma l’aspetto più delicato riguarda la privacy.

Sono dispositivi collegati alla rete e che sfruttano videocamere e microfoni per offrire una particolare esperienza di gioco. Non vogliamo che i nostri dati personali e che la nostra vita privata vadano a finire nelle mani di qualche sconosciuto. Figuriamoci quanto possa essere problematico con dei minorenni coinvolti.

Ci sarà un motivo se Google non ha pubblicato subito il brevetto e se non ha proseguito il progetto. Probabilmente risiede proprio nei possibili problemi di violazione di privacy. Forse perché privacy-internet delle cose è un binomio ancora tutto da scoprire dal punto di vista delle regolamentazioni. E Google non ha voluto rischiare. Se poi pensiamo alle vicende della NSA (National Security Agency), allora è meglio che per ora i bambini continuino a divertirsi con i giocattoli tradizionali.


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