Grain Millers respinge l’avena con il glifosato della Monsanto

Avena

Nel mese di marzo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato il glifosato come sostanza probabilmente cancerogena per l’uomo. Nonostante ciò, l’erbicida Roundup prodotto dalla multinazionale americana Monsanto continua ad essere uno dei prodotti più venduti in tutto il mondo.

Ma forse le cose stanno iniziando a cambiare. La società Grain Millers, uno dei maggiori acquirenti di avena, ha annunciato che non acquisterà più avena trattata con glifosato.

 

Le motivazioni

Il manager per l’approviggionamento di Grain Millers, Terry Tyson, ha detto che la società ha preso in considerazione questa politica per alcuni anni. Circa 3 anni fa hanno iniziato a notare problemi nella qualità dell’avena. Sembrava avere danni dovuti al gelo, ma la causa non era molto chiara. Solo dopo un processo di eliminazione, la società ha scoperto che la causa era riconducibile al glifosato.

Così il 20 aprile scorso Grain Miller ha fatto sapere della sua decisione in un promemoria.

“La presente comunicazione notifica ufficialmente che a partire dal raccolto 2015 Grain Millers non accetterà più avena e/o prodotti di avena che sono stati trattati con glifosato. Questo cambiamento è guidato da caratteristiche funzionali di prestazione di prodotti finiti derivanti dall’avena conosciuta per essere trattata con il glifosato e dalla richiesta dei clienti. Questa politica non suggerisce alcun problema di salute o di sicurezza alimentare come rivisto e regolato dalla FDA degli Stati Uniti e/o dalla CFIA/Health Canada.”

 

Per la salute, per il futuro

Anche se nel comunicato la Grain Millers non vuole sollevare alcuna polemica sulle conseguenze del trattamento di prodotti con il glifosato, è chiaro che la sua decisione è dovuta alle recenti scoperte sui suoi effetti. La decisione di Grain Millers potrebbe avere un grande impatto sulle vendite del Roundup di Monsanto e in generale sulla produzione di erbicidi e pesticidi.

Se altre grandi aziende prendessero questa decisione, potrebbe verificarsi un effetto a catena che metterebbe in ginocchio Monsanto e altre società che vendono prodotti simili e che adottano la stessa prepotente politica per screditate scienziati e oppositori. Ad esempio, di recente lo stato del Bermuda ha vietato il Roundup. Certo, una legge simile avrebbe avuto un impatto molto più grande se fosse stata presentata in almeno uno stato americano. Ma è comunque un piccolo passo avanti.

Il problema, come ho già sostenuto diverse volte, non sono gli OGM di per sé. Non lo è nemmeno il lavoro degli scienziati che provano a scoprire nuovi modi per migliorare la nostra vita. Il problema consiste nella mancanza di controlli, nella scienza al servizio delle multinazionali che si preoccupano solamente di guadagnare e nell’inadeguato sistema dell’informazione.

Spero che arriveranno altri comunicati come quello di Grain Millers. Solo così inizieremo a porci le domande giuste e ad agire per il bene comune. Così eviteremo di fare solo gli interessi dei big players.

Fonte: naturalsociety
Immagine: Flickr


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