Snowden: la riforma dell’NSA è solo l’inizio

Edward Snowden

Il Guardian ha intervistato Edward Snowden a Mosca sulla riforma dell’NSA (National Security Agency). Come in ogni intervista dell’ex operatore, sono emerse tante interessanti informazioni. Snowden ha affermato che questo è solo l’inizio della riforma e che molti altri programmi di sorveglianza di massa ancora più invadenti verranno presto rivelati.

L’intervista è avvenuta dopo la sentenza della corte d’appello federale che ha definito illegale il programma della NSA per la raccolta alla rinfusa di tabulati telefonici.

 

L’intervista

Snowden ricorda subito un elemento importante. Era dal 1970 che la Corte Federale e la Camera dei Rappresentanti non intervenivano per una riduzione, e non un’espansione, dei poteri delle agenzie di sorveglianza.

Nella nostra epoca moderna, questo è senza precedenti. L’idea che ci possano bloccare fuori e che non ci sarà alcun cambiamento non è più sostenibile. Tutti accettano che questi programmi non sono stati efficaci, che non ci hanno tenuti al sicuro e, anche se lo avessero fatto, rappresentano un inaccettabile deterioramento dei nostri diritti.

E ha poi aggiunto:

La recente attività nel Congresso è abbastanza straordinaria. Abbiamo visto per la prima volta dagli anni ’70 un restringimento dei privilegi e delle autorità delle comunità di intelligence invece di un loro ampliamento.

Ma Snowden sostiene che la raccolta dei tabulati telefonici è solo uno dei tanti problemi che riguardano i programmi di sorveglianza dell’NSA.

Questo è solo l’inizio essenziale della riforma. Ci sono ancora molti programmi di raccolta di massa là fuori che influenzano le altre cose – come rendiconti finanziari, come i registri di viaggio – che sono ancora più invadenti. Quello che dice è che le cattive leggi non durano per sempre e se lavoriamo insieme, possiamo cambiarle.

Il voto a favore della riforma alla Camera dei Rappresentati è stato schiacciante. Ma al Senato è stata bloccata. Secondo Snowden il Senato aveva due possibilità: “Perdere interamente la loro autorità oppure accettare almeno alcune riforme.

C’è anche chi ci è andato pesante. L’ex vice direttore della CIA, Michael Morell, ha scritto un libro di memorie in cui sostiene che le rivelazioni di Snowden hanno aiutato i terroristi e contribuito alla crescita dello Stato Islamico. E dove sostiene che gli americani potrebbero morire per mano di terroristi proprio a causa di Snowden. Mi permetto di aggiungere un commento personale alle affermazioni di Morell: assurde.

Snowden ha comunque respinto le accuse. “Ha detto che ho avuto un ruolo nella crescita dell’Isis, ma non ha fornito alcuna prova per questo.“. E ha aggiunto che i terroristi non sono stupidi. Erano a conoscenza già molto tempo prima delle sue rivelazioni che le loro comunicazioni potevano essere intercettate.

Nell’intervista è stato poi affrontato il tema delle critiche. Snowden ha risposto: “Le persone che dicono di non preoccuparsi per la privacy perché non hanno nulla da nascondere non hanno pensato troppo a fondo su questi temi. Quello che in realtà stanno dicendo è ‘non mi importa di questo diritto’. Quando dici di non preoccuparti del diritto alla privacy, ‘perché non ho nulla da nascondere’, non è diverso dal dire ‘non mi importa della libertà di parola perché non ho niente da dire o della libertà di stampa perché non ho niente da scrivere’.”

Snowden ha mostrato anche preoccupazione sulle recenti tendenze delle democrazie avanzate liberali come la Francia, il Regno Unito, il Canada e l’Australia nel restringere i diritti in risposta al terrorismo. Nessuno dei programmi di sorveglianza di massa ha dimostrato di essere efficace nell’impedire attacchi terroristici.

Sappiamo che nell’attacco a Charlie Hebdo, nell’attacco in Canada, nell’attacco in Australia, tutti questi individui erano già conosciuti dai governi prima degli attacchi. Non è stato il fatto che non abbiamo osservato abbastanza le persone, ma il fatto che stavamo guardando le persone così tanto che non abbiamo capito cosa abbiamo avuto.

L’intervista ha poi toccato la vita quotidiana di Snowden. Ora lui è in asilo politico a Mosca. Ciò significa che lavorare con i sostenitori negli Stati Uniti non è affatto facile considerando i fusi orari.

Ho un po’ meno sonno. Devo alzarmi un po’ prima. Ma allo stesso tempo mi sento molto bene con il senso di contributo che percepisco, essere in grado di aiutare, essere in grado di fare qualcosa, essere in grado di lasciare dietro le cose migliori, essere in grado di dire che tu sei una piccola parte di qualcosa di importante è significativo.

Su un suo eventuale ritorno negli Stati Uniti ha detto: “Per quanto mi piacerebbe tornare a casa, non tocca a me dirlo. Questa è fondamentalmente una decisione pubblica, una decisione del governo, non di un privato. Nessuno arriva a dettare i termini di ciò che fanno e il prezzo che devono pagare per questo. Ma penso che sia giusto dire che nessuno può affermare più che questi programmi erano legali, che non ci sono stati abusi, o che il giudice non avrebbe preso la decisione che hanno preso loro, queste cose devono cambiare.

Quando terminerà l’asilo politico in Russia, Snowden dovrà cercare ospitalità altrove. Ma non sarà facile. Una soluzione potrebbe essere quella di chiedere asilo politico nell’Europa occidentale. Anche in questo caso, però, c’è il rischio che possa essere instradato verso gli Stati Uniti.

Ho fatto domanda di asilo in 21 paesi di tutto il mondo, ma purtroppo hanno rifiutato o non hanno risposto, molti dei quali nell’Europa occidentale. Vediamo cambiare gli umori. Vediamo i governi che sembrano riconsiderare la loro posizione. Purtroppo, è un gap da colmare.

Di recente è venuta una delegazione di parlamentari svedesi a visitarlo. Hanno espresso interesse per la sorveglianza di massa e per la sua situazione personale. Ma Snowden non crede che gli offriranno asilo: “Non credo prenderanno questa decisione“.


Insomma, se la riforma della NSA verrà approvata anche al Senato, ci saranno buone possibilità di assistere a un cambiamento positivo per quanto riguarda la tutela della privacy dei cittadini americani. Non riguarderà solo gli Stati Uniti, ma anche tutti i paesi che hanno adottato e adottano simili sistemi di sorveglianza. Possiamo ancora sperare in un futuro migliore, trasparente e senza abusi di potere.

E proprio sul futuro Snowden ha detto una cosa che personalmente mi ha dato un briciolo di speranza e che ispira molta fiducia:

Quando penso al futuro, penso al fatto che c’è ancora tanto da fare. Sai, il mio lavoro non è finito. Anzi, direi che è appena iniziato.

Fonte: guardian
Immagine: Flickr


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