Operai al lavoro alla centrale nucleare di Fukushima

Fukushima: centinaia di milioni di dollari sprecati per scarsa tecnologia

Come se non bastassero tutti i problemi causati dal disastro nucleare di Fukushima, gli ispettori del governo giapponese hanno confermato che il gestore dell’impianto Dai-ichi ha perso più di un terzo dei 190 miliardi di yen (1,6 miliardi di dollari) stanziati per ripulirlo. Una commissione per la revisione ha descritto in un rapporto le misure e le tecnologie adottate come fallimentari.

La TEPCO (Tokyo Electric Power Company), la società responsabile della pulizia dell’impianto di Fukushima, respinge ogni accusa di fallimento sostenendo che tutte le tecnologia usate, anche quelle che sono durate di meno, hanno contribuito a stabilizzare la centrale nucleare. Difficile crederlo. Se si spendono milioni di dollari per delle tecnologie, il minimo che possiamo aspettarci è che funzionino e che risolvano almeno minimamente il problema. Ma non è andata così.

 

I guasti 

Nel rapporto sono stati descritti tutti i guasti delle tecnologie che non sono riuscite a tenere sotto controllo la situazione. Eccone alcuni tra i più clamorosi.

Importazione francese
Tra i fallimenti più costosi vi è quello da 270 milioni di dollari della società francese Areva SA. La tecnologia consisteva in una macchina che era in grado di rimuovere il cesio dall’acqua radioattiva che fuoriusciva dai 3 reattori. La macchina è durata 3 mesi ed è riuscita a trattare solo 77.000 tonnellate d’acqua, una quantità minima del volume che la centrale perde ogni giorno.

Rimozione del sale
L’acqua di mare è stata utilizzata per raffreddare i reattori dopo che i tradizionali sistemi di raffreddamento fallirono. Sono stati spesi 150 milioni di dollari per delle macchine che avrebbero dovuto eliminare il sale dall’acqua contaminata. Una delle macchine ha funzionato solo per 6 settimane; un’altra per appena 5 giorni.

Serbatoi scadenti
La TEPCO aveva frettolosamente costruito una decina di serbatoi per contenere l’acqua contaminata. Solo che questi serbatoi erano stati costruiti con guarnizioni in gomma e da lavoratori non specializzati. Ad un certo punto hanno iniziato a perdere acqua radioattiva che si è infiltrata prima nel terreno e poi in mare. Costo: 134 milioni di dollari. I serbatoi continuano ad essere adottati, ma per fortuna li stanno costruendo in modo che possano durare di più.

Piscine giganti sotterranee
Sono state costruite delle piscine enormi sotterranee ad opera della giapponese Maeda Corporation per contenere l’acqua contaminata. In poche settimane le piscine hanno avuto delle perdite di acqua radioattiva che è stata poi spostata in serbatoi (quelli scadenti?). Le piscine sono costate 18 milioni di dollari.

Muro di ghiaccio
Questa misura prevedeva il contenimento dell’acqua contaminata in una sorta di tunnel di manutenzione di ghiaccio. Non ha funzionato perché l’acqua non si è mai completamente congelata. Alla fine la TEPCO ha dovuto versare del cemento per sigillare il tunnel. Per questo muro di ghiaccio che non si è congelato sono stati spesi 840.000 dollari.

 

Uno spreco enorme

Tutti soldi sprecati e questo è davvero irritante. Bisognava fare in fretta, è vero, ma ora ci troviamo in una situazione non molto diversa da quella di partenza. Milioni e milioni di dollari potevano essere spesi per una sola tecnologia che magari avrebbe risolto qualche problema. Invece hanno deciso di puntare su diverse tecnologie, una più scarsa dell’altra, per la grande gioia dei contribuenti.

E poi, è mai possibile che nessuna di queste tecnologie sia stata sottoposta a dei test? La mancanza di tempo sarebbe una giustificazione debole, perché i test (quelli seri) avrebbero potuto fornire delle informazioni utili sulla tecnologia che si stava sviluppando: ha bisogno di qualche modifica? Risolverebbe in parte il problema? Potrebbe causare ulteriori danni? Con i dati forniti dai test si possono trovare soluzioni più efficaci evitando sprechi di denaro.

Questa è un’ulteriore conferma dell’incapacità della TEPCO che si è dimostrata anche ipocrita quando ha ammesso di aver nascosto le informazioni sulle radiazioni. Come potrebbe migliorare la situazione se si continua a fare affidamento su una società del genere? Ci sono persone che mettono a rischio la loro salute per lavorare all’impianto, per renderlo meno pericoloso e per salvaguardare l’ambiente. Ma forse questo ha poca importanza per qualcuno.

Fonti: bigstory.apgizmodo
Foto: Flickr


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