Marc Goodman

Il futuro dell’internet delle cose e della IA secondo Marc Goodman

Tra i vari tipi di crimini esistenti, ce n’è uno che negli ultimi anni preoccupa sempre di più: il cybercrime, o crimine informatico. È un tema particolarmente interessante e se c’è una persona che può raccontarlo al meglio quella è Marc Goodman. Goodman ha lavorato per il dipartimento di polizia di Los Angeles, con l’FBI, l’US Secret Service, l’Interpol e la polizia di 70 paesi diversi. È diventato un autorità nel campo del crimine informatico e un teorico del crimine in prospettiva futura. Singularityhub.com (parte 1) recentemente lo ha intervistato: vediamo cosa ne pensa del futuro dell’internet delle cose e dell’intelligenza artificiale.

 
Quando le cyber-rapine crescono in modo esponenziale e decine di milioni di carte di credito sono compromesse, potrebbe una cripto-valuta come Bitcoin fornire un modo migliore per trattare online? Oppure su internet non è meglio rispetto ai metodi attuali? 

Le cripto-valute sono meglio o peggio delle carte di credito? Forse si, forse no.

Attualmente la carta di credito è protetta dalla legge federale, quindi se soffri di una perdita, non sarai ritenuto responsabile. Il più grande furto tramite Bitcoin, ad oggi, è stato un attacco alla borsa Mt Gox di Tokyo dove gli investitori hanno perso più di 460 milioni di dollari – e il denaro non potrà mai essere recuperato o rimborsato.

Quindi, le cripto-valute possono essere utili dal punto di vista della privacy e, in teoria, potrebbero essere meglio protette dal punto di vista della sicurezza. Ma se mal implementate, come abbiamo visto con Mt Gox, non solo sono violabili, ma non c’è alcuna regolamentazione al momento per proteggere l’utente in modo tale da riavere i soldi indietro.

I dispositivi violabili sono pronti a superare i PC e il mondo reale con l’internet delle cose, robot, droni, auto senza conducente. Dacci un assaggio del mondo iperconnesso di domani tendente al peggio. Quali nuovi pericoli sorgeranno?

Se l’internet di oggi è delle dimensioni di una pallina da golf, domani sarà della dimensione del sole. Non abbiamo bisogno di molta più connettività solo per i computer e gli smartphone. È per i miliardi di dispositivi di uso quotidiano che andranno online con l’internet delle cose.

Appena la minaccia della nostra area di superficie (il numero di dispositivi che ci circondano) cresce, ci saranno più possibilità per metterci in comunicazione e per toccarci nel bene e nel male.

20 anni fa nessuno si preoccupava che la propria macchina potesse essere hackerata. Oggi, una macchina tradizionale usa più di 250 microchip che possono essere violati da remoto. Qualcuno può dispiegare da remoto il tuo airbag o abbassare i freni mentre si è in autostrada.

L’internet delle cose comprenderà anche infrastrutture critiche – in particolare la rete elettrica e la casa smart – e anche i dispositivi medici. Senza precauzioni, tutti ciò sarà attaccabile, forse con conseguenze catastrofiche.

Ci saranno anche significative implicazioni sulla privacy. Oggi, il tuo cellulare ti traccia. Conosce tutte le persone con cui esci, e possiamo trarre conclusioni sulle tue connessioni e sulla vicinanza di queste persone basandoci unicamente sulla geolocalizzazione del cellulare. In futuro vedremo molte più cose di questo tipo.

I contatori intelligenti, per esempio, ora vengono installati in tutto il mondo. Ogni singolo dispositivo si collega a una singola presa elettrica che ha una propria firma. Quando colleghi il televisore Samsung o il frullatore Hamilton, la presa sa cosa viene inserito in essa. E da ciò puoi ricavare ancora più intelligenza.

Adesso ci sono startup che stanno cercando le fluttuazioni del consumo di energia per dedurre quali pixel sono evidenziati sul televisore. e conoscendo quali pixel sono evidenziati sul televisore, possono reigegnerizzare, in base all’elettricità che usi, quali programmi televisivi stai guardando.

Elon Musk, Stephen Hawking e Bill Gates hanno espresso preoccupazione sull’intelligenza artificiale generale. È un argomento molto dibattuto. Potrebbe l’intelligenza artificiale essere la nostra “invenzione finale”? Sembra anche che una semplice IA nelle mani sbagliate possa essere problematico.

Aggiungerei Marc Goodman a questa lista. Per essere chiaro, penso che l’IA, la semplice IA, e gli agenti che ci circondano hanno enormi possibilità di essere incredibilmente utili. Stiamo usando l’IA ogni giorno, è nei nostri dispositivi GPS, nelle nostri consigli di Netflix, ciò che vediamo negli aggiornamenti di stati e nello stream del nostro Facebook – tutto ciò è controllato dall’IA.

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale generale [Artificial General Intelligence, AGI, nda], però, mi inserisco saldamente nel campo della preoccupazione.

Storicamente, qualunque sia stato lo strumento, le persone hanno cercato di usarlo per il proprio potere. Naturalmente, in genere, ciò non significa che lo strumento è cattivo di per sé. Il fuoco non era cattivo. Potrebbe cucinare i tuoi pasti e tenerti al caldo durante la notte. Dipende da come li usiamo. Ma l’AGI è diversa. La sfida con l’AGI è che una volta che la creiamo, potrebbe sfuggirci interamente di mano, e potrebbe certamente essere la nostra “invenzione finale”.

Ma evidenzierò che ci sono preoccupazioni anche sulla semplice IA.

Abbiamo visto esempi di criminali che hanno usato la semplice IA in modi affascinanti. In un caso, all’università della Florida uno studente è stato accusato di aver ucciso il suo compagno di stanza per aver fatto appuntamento con la sua ragazza. Ora, questa matricola di 18 anni aveva un dilemma. Cosa fare con il corpo? Beh, non aveva mai ucciso nessuno prima e non aveva idea di come disfarsi del corpo. Quindi ha chiesto a Siri. Le risposte che Siri ha restituito? Scavare, palude e campo aperto, tra le altre cose.

Così, Siri ha risposto alla sua domanda. Questo ragazzo diciottenne ha inconsapevolmente usato una semplice IA come complice dopo aver commesso un omicidio. Vedremo altri esempi come questo in futuro. Nel libro [Future Crimes, nda] dico che stiamo lasciando il mondo di Bonnie e Clyde ed entrando nel mondo di Siri e Clyde.

Basandoti sulle nascenti risonanze magnetiche funzionali cerebrali di oggi, hai parlato di lettura del pensiero e neurohacking. Qual è il criminale o il crimine futuro più strano che puoi immaginare? Quale quello più spaventoso?

Penso che tenere le memorie delle persone in ostaggio in cambio di un pagamento potrebbe essere un crimine piuttosto orribile. Naturalmente, questa è tutta teoria ora. Non abbiamo la capacità di fare questo. Ma credo scrupolosamente che sarà una cosa imminente.

In uno studio, per esempio, è stato collegato un EEG alla testa di una persona, gli hanno mostrato un pin pad di un bancomat e gli è stata fatta la seguente domanda: “Qual è il tuo numero pin?”. Con il 30% di accuratezza, senza che la persona abbia detto una parola, i ricercatori sono stati in grado di identificare il numero pin di una persona. Semplicemente leggendo le onde cerebrali.

Credo che vedremo molte cose come questa, che potranno portare a tutti tipi di problemi. Dimentica di memorizzare le password – qualcuno potrebbe semplicemente estrarre i dati tramite una scansione cerebrale.

Anche l’esercito sta lavorando per aiutare i veterani a trattare meglio il trauma e il disturbo post traumatico da stress. Hanno scoperto che certi neurofarmaci possono isolare la memoria traumatica di una persona e rimuoverla, o almeno ad attenuarla.

E questo sta succedendo ora.

Quindi, se possiamo già rimuovere memorie traumatiche, quali altre memorie saremo in grado di rimuovere in futuro? Una volta che il crimine organizzato scopre come farlo, potrei vedere un orribile scenario dove qualcuno viene rapito e minacciato e, a meno che non paghi una somma esorbitante, le sue memorie di una vita con la moglie o la figlia potrebbero essere rimosse.

Siamo molto lontani da tutto questo ma, dal momento che mi hai chiesto di guardare al futuro, ciò è qualcosa che mi preoccuperebbe.

All’inizio del tuo libro scrivi: “Tutta o gran parte dell’informazione necessaria per distruggere la [tua] vita digitale… è prontamente disponibile online per chiunque sia minimamente infido o creativo”. Anche se si diventa più responsabili, e custodiamo con più attenzione la nostra sicurezza informatica – a quanto pare sembra che non si può tornare indietro.

Direi di non abbandonare la speranza. Sì, ci troviamo di fronte a sfide, ma ci sono tantissime cose che possiamo fare per migliorare la nostra condizione di sicurezza. C’è uno studio che includo nel libro condotto dal Ministro della Difesa australiano. L’ho rielaborato e aggiornato un po’. Io lo chiamo il Protocollo di Aggiornamento, e se si seguono i sei passaggi in esso contenuti, è possibile ridurre il rischio di minaccia informatica dell’85%.

Questo, naturalmente, è fenomenale.

Paragono il nostro atteggiamento attuale ai furti d’auto. Se acquisti una nuova BMW e la parcheggi in un brutto quartiere, lasciando le chiavi nel cruscotto, le porte e i finestrini aperti, e 10.000 dollari sul cruscotto: non sarai sorpreso se l’auto verrà rubata. Oggi questa è la posizione di sicurezza informatica della maggior parte delle persone. Sono scoperte all’abuso.

Al contrario, si può prendere ogni possibile precauzione, e la tua auto verrà rubata. Qualcuno può venire con un carro attrezzi o una piattaforma e prendere l’auto. Il fatto è che non esiste una cosa come la sicurezza perfetta. Non esiste.

Ma tutti noi possiamo individualmente e comunitariamente adottare misure che sono l’equivalente del bloccare le porte delle nostre case e del non lasciare le chiavi nel quadro di accensione delle nostre vetture. Questo è quello che sto cercando che la gente faccia.

È davvero difficile prendere parte alla vita moderna senza l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione. Sapendo ciò che fai, come fai a partecipare e a proteggere te stesso? Qual è la cosa più semplice che tutti potrebbero fare per proteggere meglio i loro dati?

Io scherzo sempre, “Oh, non userei mai internet. È troppo spaventosa e pericolosa.”. Ma scherzi a parte, possiamo godere di queste tecnologie. Il trucco è quello di utilizzarle con saggezza. Se dovessi dare un consiglio, questo sarebbe fermati, pensa e connettiti.

Troppo spesso, riflessivamente facciamo clic sui link e apriamo gli allegati nelle email. Questo è uno dei modi più comuni di infettare qualcuno con un malware. Prima di cliccare su un link, prima di aprire una email, se avete qualche domanda, prendete il telefono e chiamate il vostro amico o il vostro collega e chiedetegli se ha mandato il messaggio.

I recenti attacchi a Sony, Target e Home Depot hanno tutti la stessa cosa in comune: un attacco di pishing in cui qualcuno ha creato un’email avvincente e un’altra persona ha cliccato su un link o ha aperto un allegato.

Non cascateci. Solo questo passo potrebbe risparmiarvi un sacco di guai.

Date le rivelazioni sull’NSA riguardo lo spiare i funzionari stranieri e l’Europa che spinge Google a fare marcia indietro per la privacy, internet potrebbe spezzarsi se gli stati erigono muri on line? Ci stiamo allontanando da un vero e proprio World Wide Web?

La risposta è sì. Internet si sta purtroppo balcanizzando. Lo stiamo vedendo in risposta alle rivelazioni di Snowden. Google, Microsoft, Cisco e altri stanno trovando più difficile fare affari in Europa e in altre parti del mondo perché le persone stanno confondendo la loro tecnologia con lo spionaggio dell’NSA.

Inoltre, ci sono molti paesi in tutto il mondo, probabilmente più di un centinaio, come l’Iran o l’Arabia Saudita, che hanno un tipo di sorveglianza o di software per il filtraggio di internet o altro. In particolare, il Grande Firewall Cinese impedisce agli utenti di accedere a determinati contenuti – per esempio Facebook, o all’occasione alla BBC.

E non sono solo i regimi dispotici implementano questi firewall. Ci sono state segnalazioni anche di paesi come il Regno Unito e l’Australia che hanno firewall nazionali. Lo scopo è quello di limitare l’accesso alla pornografia infantile e ad altri contenuti dannosi.

Anche nella trasformazione di tutti i giorni della tecnologia vi è un allontanamento dalla finalità informatica verso versioni più di blocco della tecnologia.

Quando accedevamo ad internet, avveniva per lo più tramite browser. Oggi si accede a Facebook tramite l’app di Facebook o a Twitter tramite l’app di Twitter. Ogni memorizzazione e uso (e forse anche abuso) dei tuoi dati sono basati sui propri termini e sulle proprie condizioni individuali con cui sei teoricamente d’accordo ma che, in realtà, non hai mai letto.

Così, anche se non te ne accorgi, c’è una guerra in corso su internet tra criminali, governi democratici, governi dispotici. Questi gruppi e altri sono in lotta per le informazioni e l’accesso al World Wide Web. Tutto ciò sta limitando l’impatto globale e l’interconnettività di internet.

Il tuo libro sottolinea le grandi ma sottovalutate minacce delle tecnologie del presente e del futuro. Eppure dici di essere irrazionalmente ottimista. Perché?

Noi siamo le stesse persone della stessa specie che letteralmente ha messo un uomo sulla luna. Sicuramente, se potessimo risolvere quel problema, possiamo risolvere anche quello nostro attuale sul crimine informatico.

Credo nel mio cuore che ci sono molte, molte persone più buone in questo mondo rispetto alle persone cattive. Se quella comunità si riunisce e inizia il suo lavoro sui rischi della tecnologia, non c’è motivo per il quale non possiamo mitigarle notevolmente.

Ma quel futuro migliore non arriverà da noi come per magia.

Ci sono due gruppi di forze che tirano sul futuro della tecnologia, quelli che la vogliono sfruttare per il bene più grande e quelli che la vogliono sfruttare a proprio vantaggio a scapito di ogni altra persona. In che modo risulterà il futuro dipenderà da quale parte è più interessata e quale può sfruttare la folla più grande.

Non c’è motivo per cui non possiamo risolvere questo problema. Non ci resta che fare attenzione.

Fonte: singularityhub (parte 2)
Foto: Flickr


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