Uno striscione con la scritta "Stop Monsanto"

Polonia: protesta contro gli OGM

Qualche giorno fa, in Polonia centinaia di contadini hanno bloccato le strade con i loro trattori per manifestare il loro dissenso contro l’infiltrazione di organismi geneticamente modificati (OGM) e il land grabbing da parte di grandi aziende agricole e di biotecnologie.

 

La protesta

Più di 150 agricoltori hanno bloccato le strade di circa 50 località della Polonia per suscitare attenzione sul problema della sovranità alimentare del paese. I loro obiettivi sono vietare l’introduzione degli OGM e ripristinare i diritti dei piccoli agricoltori. Hanno inoltre intenzione di non fermarsi fin quando non verrà stabilito un incontro.

È una delle proteste più grandi che la Polonia abbia visto finora. Gli agricoltori chiedono al governo di proteggere il lavoro dei contadini dalle monopolizzazioni delle multinazionali che cercano di raggiungere il controllo della sovranità alimentare.

Colui che guida la protesta degli agricoltori della Pomerania occidentale, Edward Kosmal, ha dichiarato: “Siamo pronti al dialogo. Non vediamo l’ora di incontrarti, Primo Ministro, e iniziare un impegno governativo globale per risolvere i problemi dell’agricoltura polacca. Se non si entra in dialogo con l’Unione, saremo costretti a intensificare le nostre proteste.“.

 

Le richieste

Sostanzialmente, gli agricoltori polacchi chiedono 4 cose:

  • regolazione dell’accaparramento delle terre da parte soprattutto delle imprese occidentali per evitare che i piccoli contadini perdano i loro mezzi di sostentamento
  • legalizzazione della vendita diretta di prodotti e di altri alimenti provenienti da altre aziende agricole alle persone. Questo consentirebbe ai prodotti di qualità superiore di raggiungere direttamente i propri clienti. La Polonia attualmente ha una delle politiche più estreme per quanto riguarda questo punto. Ciò significa che è quasi impossibile per i piccoli agricoltori competere con le aziende.
  • modifica delle leggi di successione per consentire alle famiglie di trasmettere in eredità le proprie terre
  • vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati.

A proposito di queste richieste, un contadino ha affermato: “Chiediamo l’introduzione di una legislazione che protegga la terra polacca dallo sfruttamento da parte del capitale straniero! I terreni agricoli non possono essere venduti a società commerciali. È parte del territorio polacco. Una volta venduto sarà perso.“.

 

Più informazione e confronto

Ultimamente in vari paesi sono nate proteste contro le politiche sull’introduzione, la coltivazione o l’importazione di OGM. Ad esempio, in Arizona è stato chiesto che i prodotti OGM vengano etichettati: in questo modo, i cittadini sono informati su ciò che mangiano e sono liberi di mangiare o meno prodotti che contengono organismi geneticamente modificati. Nel Minnesota c’è stata più o meno la stessa discussione. La Russia, invece, ha espresso la volontà di imporre restrizioni severe sulle importazioni.

La sensazione è che, rispetto agli anni scorsi, le persone vogliono conoscere più dettagli su questi OGM. E non hanno tutti i torti: i cittadini hanno il diritto di sapere cosa mangiano. Queste proteste, insieme alle richieste e alla volontà di discuterne con chi ha l’ultima parola, dimostrano che abbiamo bisogno di più informazione a riguardo. Abbiamo bisogno di un’informazione pulita e obiettiva e non dell’informazione pilotata dalle multinazionali.

E a proposito di multinazionali, forse questa protesta in Polonia non è del tutto contro gli OGM (che comunque andrebbero ancora studiati a fondo). Piuttosto, credo sia una protesta rivolta principalmente contro le multinazionali che vogliono impadronirsi della sovranità alimentare del paese attraverso il controllo dei semi. Se ciò accadesse, molti (o forse tutti) i piccoli agricoltori si ritroveranno a competere contro dei colossi senza alcuna speranza di vittoria.

I contadini chiedono di confrontarsi con il governo e con l’Unione europea su una questione molto delicata che riguarda uno dei settori agricoli più grandi d’Europa. Il dialogo è il modo migliore per trovare una soluzione equilibrata. Vedremo se le strade polacche saranno ancora bloccate dai trattori dei contadini nei prossimi giorni.

Fonte: naturalsociety
Foto: Flickr


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