La stampa 3D per il trapianto di viso

Un modello stampato in 3D per pianificare un trapianto di viso
Un modello stampato in 3D per pianificare un trapianto di viso
Fonte immagine: RSNA

All’incontro annuale dell’RSNA (Radiological Society of North America), tenutosi l’1/12/’14 a Chicago, è stato presentato uno studio sul trapianto di viso che potrà cambiare la modalità delle operazioni delicate. L’innovazione sta tutta nelle tecnologie adottate: la tomografia computerizzata e la stampa 3D.

Velocità e precisione

Le stampanti 3D ad alta precisione facilitano molto il lavoro dei chirurghi. Infatti, i modelli 3D prodotti in questo modo possono guidare i medici alla pianificazione di un trapianto di viso veloce ed efficace. Questo è possibile perché con i modelli 3D si studiano bene gli innesti ossei, l’inserimento di piastre metalliche e in generale la struttura del cranio.

Il dottor Frank J. Rybicki ha guidato il gruppo di ricerca per il suddetto studio e ha dichiarato: “Si tratta di un complesso intervento chirurgico e il suo successo dipende dalla pianificazione chirurgica. Il nostro studio ha dimostrato che, se si utilizza questo modello e si tiene il teschio in mano, non c’è modo migliore per pianificare la procedura.“. Il dottore ha inoltre affermato che i modelli aiutano enormemente il chirurgo a comprendere meglio l’anatomia del paziente: “La capacità di lavorare con il modello offre un livello senza precedenti di rassicurazione e di fiducia nella procedura.”.

Anche il ricercatore Amir Imanzadeh ha partecipato allo studio e ha voluto evidenziarne i vantaggi: “In alcuni pazienti dobbiamo modificare le ossa facciali prima del trapianto. Il modello stampato in 3D ci aiuta a preparare le strutture facciali, in modo che quando ci sarà il trapianto vero e proprio, l’intervento andrà più agevolmente.“. Insomma, i benefici di questo metodo consistono essenzialmente nei tempi più veloci dell’intervento (che può durare anche fino a 25 ore) e nella precisione.

Tre casi di trapianto del viso

Ci sono un paio di storie che vale la pena conoscere perché ci possono far capire come queste tecnologie possano cambiare positivamente la vita di alcune persone. Non ho voluto pubblicare le foto dei protagonisti di queste storie perché potrebbero recare disturbo. Ma se sei interessato/a, puoi trovarle facilmente sul web scrivendo i loro nomi nel motore di ricerca.

Il 13 novembre 2008 Dallas Wiens, mentre riverniciava il tetto di una chiesa, entrò in contatto con un cavo ad alta tensione che gli bruciò il volto. Rimase cieco, perse il naso, la bocca e le sopracciglia. I dottori dissero che sarebbe rimasto paralizzato dal collo in giù, che non avrebbe potuto più parlare e che non avrebbe potuto più produrre abbastanza saliva per mangiare cibi solidi. Fu in coma per 3 mesi. Dopo il suo risveglio, cominciò a fare dei progressi: nel maggio 2010 riprese a camminare. Ma è nel marzo 2011 che ci fu un evento molto importante: il primo trapianto facciale, guidato da 30 dottori e durato 15 ore. Wiens recuperò l’olfatto e ottenne un nuovo viso che col tempo sentì sempre più suo. Nel marzo 2013 sposò Jamie Nash, una donna che a causa di un incidente automobilistico si ustionò mani, gambe e schiena. La chiesa dove avvenne la celebrazione era quella in cui Wiens perse il volto. Ma da quel momento per lui iniziava una nuova vita. Dal 2008 Wiens ha avuto 12 operazioni chirurgiche e in futuro ne avrà bisogno di altre. Magari grazie a questo metodo con la stampa 3D potrà avere meno difficoltà e i medici potranno operarlo meglio.

Carmen Tarleton subì gravi danni al volto perché l’ex marito la ustionò con della soda caustica, un prodotto chimico spesso utilizzato per la fabbricazione del sapone. Il trapianto di volto avvenne nel 2011 con grande successo grazie alla stampa di tessuto molle. Il tessuto ha ricevuto un’evidente ristrutturazione e il volto della donna non assomiglia né a quello precedente né a quello della donatrice. Ma dopo tre anni i risultati sono evidenti: si potrebbe quasi dire che la donna non abbia ricevuto un trapianto di viso.

Nel 2009 Charla Nash fu attaccata da uno scimpanzé di un amico che le mutilò il naso, gli occhi, le labbra e le mani. Ha ricevuto più di 30 interventi chirurgici, ma il trapianto di viso avvenuto nel maggio 2014 è stato un successo. Le parole di Nash possono farci capire quanto possa essere importante un’operazione del genere: “Questi trapianti non sarebbero stati possibili senza la generosità di una famiglia a me sconosciuta. Mi hanno dato un volto e delle mani. Ora sono in grado di fare cose che una volta davo per scontate. Sarò in grado di sentire l’odore. Sarò in grado di mangiare normalmente. Non voglio più essere sfigurata. Avrò labbra e parlerò chiaramente, ancora una volta. Sarò in grado di baciare e abbracciare le persone care. Sono enormemente grata al donatore e alla sua famiglia.“.

Germoglio di una pianta in un terreno arido
Fonte: Flickr

Incidenti come quelli che hanno subìto Dallas, Carmen e Charla, oltre a evidenti danni fisici, producono conseguenze psicologiche terribili. Non possiamo nemmeno immaginarcele. Queste nuove tecnologie possono offrire un grande aiuto. Ma queste tecnologie non valgono quasi niente senza i donatori, persone di una generosità straordinaria. È soprattutto grazie a loro se altre persone hanno la possibilità di ricominciare a vivere meglio e con dignità.

La stampa 3D in campo medico, ormai, non è più una novità. Ma si sta specializzando sempre più. Quello del trapianto di viso non è un intervento semplice, ma con la stampa 3D potranno cambiare ancora molte cose. Non credi?

Fonti:
livescience.com
rsna.org


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