Disastro di Fukushima: cos’è cambiato dal 2011?

La situazione di Fukushima rimane critica: il futuro è incerto. La città è ancora in ginocchio e si è trasformata. Attraverso le parole di alcune persone è possibile farsi un’idea delle sensazioni che si potrebbero provare se ci si trovasse nei pressi dell’area in cui è avvenuto il disastro.

Nel marzo del 2011 un terremoto di magnitudo 9 generò uno tsunami che uccise circa 19.000 persone e distrusse l’impianto nucleare di Fukushima (Giappone). Molte famiglie furono costrette ad abbandonare le loro case e a trasferirsi in alloggi temporanei.

Fonte immagine: Flickr


“Il tempo si è fermato”
Di recente, l’insegnante australiana Jessica Hellamy ha avuto l’occasione di raggiungere l’area di esclusione (circa 20 km) creata dopo la fusione del nucleo della centrale di Fukushima.

“Il tempo si è fermato. Nella parte principale della città gli edifici sono ancora in macerie a causa del terremoto. Sembrano nocciole. Era strano, come una distorsione temporale, tutto è ricoperto da vegetazione”

E poi ha aggiunto: “Tutti i campi di riso sono coperti da foreste e ricchi di animali selvatici“.  Un città dove l’uomo dominava ora è diventata un ambiente dalla natura contaminata.

Foto di Robert Knoth, tratta da news.com.au


“I nuclei sono ancora lì”
La faccenda dei nuclei dell’impianto, invece, non è cambiata. Il direttore di Fukushima Update, James Corbett, sostiene che la situazione è ancora molto delicata e che per il momento non esistono soluzioni efficaci. “I nuclei sono ancora lì e altamente radioattivi. La tecnologia per avvicinare i nuclei non esiste ancora“. Corbett ha poi affermato che le operazioni di pulizia riguardavano il contenimento delle acque sotterranee che sono state contaminate dal materiale radioattivo. “[I nuclei] sono la causa fondamentale del problema. Potrà essere così potenzialmente per anni, potenzialmente per decenni. Questa fase riguarda più il controllo dei danni e fare attenzione all’acqua radioattiva“.

Le ultime novità
C’è stata anche un’inchiesta parlamentare che ha poi accertato che la causa del disastro nucleare è stata opera dell’uomo. Sono stati accusati gli operatori della TEPCO (Tokyo Electric Power Company) e il governo giapponese per non aver rispettato i requisiti di sicurezza, nonostante l’alto rischio di terremoti in quell’area.

All’inizio del settembre del 2013, il governo giapponese ha approvato la costruzione di un muro di ghiaccio da 320 milioni di dollari per arginare il flusso di acqua radioattiva proveniente dalla centrale nucleare. Ma per ora le autorità si concentrano sulla decontaminazione del territorio dell’area di esclusione.

Il disastro nucleare di Fukushima ha stravolto la vita di numerose persone: 100.000 vivono ancora in alloggi temporanei, mentre le percentuali di depressione e suicidi aumentano. È stato addirittura coniato un nuovo termine, Genpatsu Rikon, che significa “divorzio atomico”, per le discordie coniugali tra chi vuole restare e chi invece vuole partire per vivere altrove.

Le conseguenze del disastro, purtroppo, non sono sempre oggetto di discussione pubblica. Corbett crede che le autorità giapponesi stiano facendo di tutto per non far divulgare determinate notizie. In questo modo sarà più facile organizzare le Olimpiadi di Tokyo 2020. Esagerato? Forse no, perché in caso di pubblicità negativa, i danni all’immagine del paese potrebbero essere notevoli. Ma mancano ancora 6 anni: speriamo li sfruttino innanzitutto per risolvere gran parte del problema nucleare.

Fonte:
news.com.au


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