Il presidente ucraino Poroshenko prepara l’offensiva: “Attaccheremo e libereremo il nostro paese”

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Durante le ultime settimane, sono state centinaia le vittime causate dagli scontri tra le forze militari ucraine e i separatisti filo-russi. Il “cessate il fuoco” proposto dal presidente ucraino Petro Poroshenko sembra essere giunto al termine e la sua ultima dichiarazione non presagisce nulla di buono.

Poroshenko, dopo aver valutato il fallimento del tentativo di disarmare i ribelli russi, ha affermato che l’esercito ucraino sta preparando un’offensiva per liberare i confini occupati dai gruppi di ribelli. La dichiarazione presente sul suo sito web è molto chiara: “Attaccheremo e libereremo il nostro paese“. Il presidente dell’Ucraina, però, non ha mai fatto reclamo alla regione contestata della Crimea che è attualmente presieduta da interessi russi. Resta da vedere come risponderà il presidente russo Vladimir Putin. Circa centomila militari russi sono già schierati sul confine ucraino, probabilmente per effettuare una controffensiva e per sostenere i separatisti. Inoltre, in questa storia ricca di contrasti politici, non potevano mancare gli interessi degli Stati Uniti: il presidente Barack Obama, dal mese di aprile, ha schierato centinaia di truppe in Polonia, oltre ad aver applicato sanzioni finanziarie nei confronti dei diplomatici russi.

Ora è iniziata una fase d’attesa nervosa, stressante e smarrente, soprattutto per il popolo ucraino. Chi farà la prima mossa? Putin invaderà l’Ucraina in risposta a Poroshenko? E se ciò accadesse, come reagirebbe Obama? I media russi ed americani sostengono che un confronto tra est ed ovest, di questa misura, potrà portare a un indesiderato scenario globale in cui la guerra termo-nucleare sarà un’opzione più che plausibile. È una situazione preoccupante, da non sottovalutare, che però recentemente non sta avendo approfondimento mediatico. E avrà luogo, per l’ennesima volta, un meccanismo del genere: inizierà una guerra e non ne capiremo i reali motivi, ci forniranno notizie e interpretazioni diverse; non avremo a disposizione un filo conduttore che potrà aiutarci a risalire alle cause del conflitto; ci troveremo disorientati tra una moltitudine di pareri e visioni contrastanti. E verrà scritto un altro capitolo di storia poco chiaro e forse poco veritiero.

Fonte: infowars.com


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