Google cerca l’estensione della vita umana

Prima fu assunto Ray Kurzweil come direttore del settore ingegneristico. Recentemente, invece, Google ha assunto Cynthia Kenyon, una genetista molto in gamba che lavorerà per Calico, un’azienda di biotecnologia fondata proprio dai creatori del motore di ricerca più famoso al mondo.

Una delle ambizioni di Calico è quella di estendere significativamente la durata della vita umana. Per raggiungere questo scopo, Cynthia Kenyon sembra essere la persona giusta. Infatti, l’ingegneria genetica e il DNA sintetico sembrano essere gli strumenti giusti per fare dei progressi in questa direzione. Ma la sentenza della Corte Suprema, all’inizio di quest’anno, si è espressa contro la brevettabilità dei geni umani. Tuttavia, la brevettabilità del DNA sintetico è possibile. L’estensione della vita apre discussioni che vedono schieramenti opposti: c’è chi la vede come una possibilità positiva e chi invece evidenzia alcuni aspetti negativi.

Nel 2006 il Ministero della Difesa del Regno Unito pubblicò un rapporto in cui si descrivevano degli scenari nel caso in cui si trovasse un metodo per estendere la vita umana. Ad un certo punto si può leggere: “Il divario tra coloro che potrebbero permettersi di ‘acquistare longevità’ e quelli che non potrebbero, aggraverebbe la diseguaglianza globale percepita. Anche i governi dittatoriali o dispotici potrebbero potenzialmente ‘acquistare longevità’, prolungando i loro regimi e i rischi per la sicurezza internazionale“. Una visione troppo pessimistica? Direi, piuttosto, una visione attenta a probabili problemi che potremo incontrare in futuro.

Dall’altra parte, invece, c’è il movimento transumanista, sempre più in crescita, che cerca di indirizzare i dialoghi circa l’estensione della vita verso buone prospettive. Google sta facendo progressi nel campo della robotica e della tecnologia indossabile. Quest’ultima possiede già le basi per una successiva evoluzione in tecnologia impiantata nel proprio corpo, e non mi riferisco a pacemaker o roba del genere, ma a dei microchip in grado di svolgere diverse funzioni: dal monitoraggio della salute, al rilascio di alcuni medicinali su comando da remoto.

Che impatti avrà il DNA sintetico sulla nostra salute? È ancora presto per prevedere gli effetti di queste tecnologie. Ci vogliono ancora altri studi e Google sembra intenzionato ad approfondirli. Meglio farsi trovare pronti se ciò si realizzerà. Quindi, una piccola riflessione a riguardo è consigliata.

Fonte: oldhinkernews


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