Uno studio espone le conseguenze negative di alcune tecniche di geoingegneria

Un altro studio mette in guardia sulla pericolosità degli effetti della geoingegneria, ovvero la manipolazione dei processi ambientali attraverso diverse tecniche: riflessione della luce solare dallo spazio, aggiunta di calce negli oceani, rilascio di sostanze chimiche nell’atmosfera e vaste irrigazioni nei deserti per consentire la crescita di alberi. Tutte queste strategie hanno come scopo quello di controllare l’emissione di carbonio continuando a produrre energia a basso costo.

Immagine da www.washingtonpost.com

Alcuni ricercatori del GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research hanno utilizzato dei software per testare i potenziali vantaggi e svantaggi di ben cinque diverse tecniche di geoingegneria. Il loro studio suggerisce che anche attraverso la combinazione di diverse tecniche, la geoingegneria non sarebbe in grado, entro il 2100, di prevenire l’aumento delle temperature medie oltre i 2° C rispetto alle temperature attuali. Il dottor David Keller della GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research ha dichiarato: “Le conseguenze a lungo termine e gli effetti collaterali di questi metodi non sono stati adeguatamente studiati“. Ecco alcune tecniche di geoingegneria con le relative conseguenze negative:

  • Rimboschimento: consiste nell’irrigare deserti per poi piantare milioni di alberi che possano assorbire l’anidride carbonica. Tuttavia, tale tecnica potrebbe permettere alle piante di assorbire la luce solare che attualmente i deserti riflettono nello spazio, contribuendo quindi al riscaldamento globale.
  • Risalita artificiale delle acque oceaniche: ingegneri hanno adottato lunghi tubi per pompare acqua fredda ricca di nutrienti per raffreddare le acque superficiali. Se questo processo non venisse mai fermato, il calore delle acque oceaniche potrebbero essere riequilibrato cambiando rapidamente il clima.
  • Alcalinizzazione dell’oceano: ammucchiare la calce in mare per aumentare chimicamente l’assorbimento di anidride carbonica. Lo studio suggerisce che questa tecnica avrebbe poca utilità nel ridurre le temperature globali.
  • Fertilizzazione dell’oceano con ferro: il metodo prevede il versamento di ferro nell’oceano per aumentare la produzione di organismi fotosintetici in grado di assorbire anidride carbonica. Anche questa tecnica, secondo lo studio, sarebbe poco utile.
  • Gestione della radiazione solare: ridurre la quantità di luce solare che la Terra riceve, creando nell’atmosfera delle nuvole composte da solfato aventi capacità riflettenti. Ma in questo modo l’anidride carbonica si accumulerebbe lo stesso nell’atmosfera.
I dati più preoccupanti riguardano gli effetti collaterali che potrebbero causare tali tecniche. Ad esempio, la fertilizzazione dell’oceano permetterebbe al plancton di rimuovere l’anidride carbonica, ma anche di cambiare le misure delle zone minime di ossigeno, importantissimo per l’intero ecosistema.
Insomma, questo studio ci dice che bisogna fare molta attenzione e di non essere superficiali quando si interagisce a questi livelli con l’ambiente: ogni passo falso si ritorcerebbe contro di noi e quindi, invece di risolvere un problema, ne creiamo molti altri ancora.

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