Scienziati monitoreranno le laminariali della California per le radiazioni di Fukushima

L’allarme è ormai confermato: le radiazioni provenienti dall’impianto nucleare di Fukushima ora sono un pericolo anche per la California. I media stanno continuando a sminuire la reale entità della situazione e intanto diversi scienziati del governo americano si stanno preparando per un monitoraggio delle laminariali californiane, ossia un genere di alghe riconoscibili soprattutto per la loro lunghezza che può arrivare anche a 50 metri.
Al progetto, soprannominato Kelp Watch 2014, parteciperanno 19 istituzioni accademiche e governative che raccoglieranno numerosi campioni di laminariali in tutta l’area della California. L’operazione inizierà il mese prossimo e dovrebbe concludersi entro il prossimo inverno, se tutto procede senza intoppi. Ma gli intoppi, purtroppo, già ci sono e probabilmente ce ne saranno altri. Questo perché, mentre molti scienziati indipendenti provavano ad avvertire del pericolo riguardo il probabile arrivo delle acque contaminate sulle coste californiane, i media non ne hanno fatto minimamente accenno e, contemporaneamente, il governo americano non ha preso immediati provvedimenti. Gli scienziati esperti dell’Istituto di Fisica Interdisciplinare e di Sistemi Complessi in Spagna avevano confermato già da tempo che il cesio-137, prodotto dal disastro nucleare di Fukushima, avrebbe raggiunto anche la costa occidentale degli USA nei primi mesi del 2014. Inoltre, circa un paio di settimane fa, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (DHH) ha ordinato 14 milioni di dosi di ioduro di potassio, una sostanza che solitamente si utilizza per proteggere il corpo da radiazioni. Che sia stato un caso? I responsabili del DHH hanno però negato che tale ordine fosse collegato al disastro di Fukushima. 
È un bene che si inizi questo monitoraggio delle laminariali presenti nei fondi marini della California, perché bisogna capirne di più ed iniziare a rimediare sul serio. Forse una tale decisione andava presa prima: la fase operativa inizierà solo il mese prossimo. Vorrei tanto che l’espressione “meglio tardi che mai” abbia un sapore meno amaro per riassumere questa vicenda, che di sicuro non si concluderà in tempi brevi.

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