Fukushima: il disastro nucleare è possibile?

La situazione dell’impianto nucleare di Fukushima è molto preoccupante: la possibilità che le radiazioni si diffondano e invadano altre nazioni è alta. A confermare ciò, ci sono alcuni esperti come David Suzuki, il quale ha ipotizzato che anche i cittadini del Nord America, se la situazione dovesse complicarsi ulteriormente, dovranno evacuare per evitare di subire danni dalle radiazioni. Anche il professor Charles Perrow si è espresso in merito con un articolo intitolato “Fukushima Forever“, in cui mette tutti in guardia da un eventuale disastro nucleare che gli USA si stanno preparando ad affrontare molto silenziosamente, senza far trapelare maggiori informazioni a riguardo.
Il Department of Health and Human Services (Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti d’America) ha ordinato 14 milioni di dosi di ioduro di potassio da consegnare entro il primo febbraio: probabilmente il governo federale si sente responsabile per aver consentito il superamento dei limiti di radioattività nei cibi e per la disattivazione dei punti di controllo primari sulle radiazioni nucleari situati sulla costa occidentale. Non se ne sta parlando molto attraverso i media, forse proprio perché il dipartimento americano non vuole creare allarmismi; d’altra parte, però, ciò non sarebbe molto giusto nei confronti delle popolazioni, non solo locali, le quali sono sempre più consapevoli della pericolosità delle radiazioni scaturite dagli incidenti subiti dall’impianto di Fukushima. Inoltre, molti produttori di iodio greggio stanno pensando di trattare questo materiale come una forma di investimento: un ulteriore segnale della percezione che si sta avendo nei confronti della vicenda della centrale nucleare.
Stando a queste ultime notizie rintracciabili dal web e dagli interventi dei suddetti esperti, quindi, risulta facile pensare che da qui a qualche mese la “situazione Fukushima” potrebbe esplodere e le probabilità di un disastro nucleare sono più alte di quanto si possa pensare. Lo stesso Perrow scrive nell’articolo precedentemente segnalato: “Proprio per l’emanazione di queste radiazioni,  6.375 barre di combustibile che sono conservate nella piscina non hanno potuto essere raffreddate in continuazione; se per questo motivo si realizzasse una fissione nucleare, tutta l’umanità sarebbe minacciata per migliaia di anni“.


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