Uno sguardo sulla geoingegneria

Di recente accade molto spesso che chi parla di scie chimiche, manipolazione del tempo atmosferico o di accordi internazionali sulla gestione di sostanze chimiche per la modifica del meteo viene inevitabilmente etichettato dai demistificatori come complottista, visionario o cospirazionista. Ma la maggior parte delle volte sono semplicemente persone che si pongono qualche domanda in più e non si bevono qualsiasi informazione trasmessa loro da tv, radio e giornali. Insomma, cercano di ragionarci su più del solito, cercando di trovare risposte che difficilmente i tradizionali media concedono ai cittadini. Per questo motivo sarebbe meglio iniziare da questo momento ad approfondire l’argomento “geoingegneria“, termine tecnico utilizzato per designare tutto ciò che ho accennato sopra e molto altro ancora.
La geoingegneria – detta anche ingegneria del clima – è un vasto insieme di metodi e tecnologie che mirano ad alterare deliberatamente il sistema climatico al fine di alleviare l’impatto dei cambiamenti climatici“. Questa è la definizione contenuta nel rapporto AR5, uno dei cinque fino ad ora pubblicati dall’IPCC, ovvero Intergovernmental Panel on Climate Change, l’organizzazione scientifica che si occupa del riscaldamento globale e più in generale del cambiamento climatico. L’IPCC, a sua volta, è suddiviso in tre gruppi di lavoro: WG I, scienza dei cambiamenti climatici; WG II, impatti, adattamenti e vulnerabilità; WG III, mitigazione dei cambiamenti climatici. Proprio l’ultimo rapporto AR5 disponibile solo in parte come bozza, prodotto del gruppo WG I, contiene un capitolo intitolato “Nuvole e Aerosol“: forse gli aerei che volano sulle nostre teste lasciando scie particolarmente insistenti, dopo tutto, non sono oggetto di pura fantasia. Lo scopo è essenzialmente questo: provare ad oscurare il sole creando una barriera “naturale” e aumentare la riflettività della Terra. Ma perché tutto questo? La risposta più comune è “Per la salvaguardia dell’ambiente e quindi della vita dell’uomo”. Quindi, in sintesi, proteggere i raccolti e mantenere l’equilibrio delle temperature. Ma i dati dicono tutt’altro: negli ultimi anni, a livello mondiale, sono diminuite in maniera considerevole le precipitazioni a discapito della vegetazione e della fauna; le temperature sono aumentate e l’incremento della produzione di CO2 da parte dell’uomo di sicuro non aiuta a migliorare la situazione. Tra l’altro, è diventato inutile chiedere spiegazioni agli scienziati dell’IPCC e ai governi annessi, perché non rispondono o comunque negano che ci sia qualcosa di losco dietro queste operazioni che però si possono notare benissimo alzando semplicemente gli occhi al cielo. Allora questo significa che qualcosa di segreto c’è, altro che complottismo: probabilmente intelligence militare. Ciò significa potere e denaro per le grandi multinazionali e le diverse lobbies che hanno interesse in questo specifico ambito: ancora una volta il potere e il denaro hanno la meglio sulle vite umane.
Per approfondire ancora di più l’argomento, invito alla lettura dell’articolo pubblicato su Come Don Chisciotte, di quest’altro articolo su Informarexresistere e a visitare il sito più attrezzato in merito alla geoingegneria e a tutto ciò che ne consegue: http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/. In un altro post accennai invece alle scie chimiche e ai motivi per cui non possono essere considerate scie di condensazione. 
Se ascoltate o leggete altre storie simili, pensateci un attimo prima di catalogare le persone come allucinate o paranoiche: qualcuno si limita a raccontarle, altri invece possono mettervi a disposizione documenti interessanti e affidabili. 

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