Scie chimiche: per approfondire

Spesso si fa molta confusione, soprattutto quando entrano in gioco lo scetticisimo e la disinformazione. Il tema delle scie chimiche è molto controverso, diverse persone tentano di formulare delle ipotesi convincenti, altre forniscono spiegazioni senza nemmeno provare ad approfondire l’argomento. Vale la pena farsi un giro tra i contenuti di sciechimiche.org, un sito web ricchissimo di informazioni, documenti, dossier, articoli, foto, video e altri vari links.

Cosa sono quelle scie biancastre che alcuni aerei lasciano dietro? Semplice: sono scie di condensazione, ovvero i gas caldi prodotti dai motori degli aerei entrano in contatto con con l’aria fredda dell’atmosfera favorendo il processo di condensazione. Normalmente, le scie di condensazione si dissolvono entro 50 secondi, o al massimo in pochissimi minuti: insomma, non possono durare a lungo. La loro formazione deriva da precise condizioni atmosferiche:

– Temperatura inferiore ai 40°C
– Umidità relativa non inferiore al 70%
– Quota di almeno 8000 metri.

Ma vi sono anche delle scie che non rientrano in questi parametri: sono larghe, possono durare anche ore e si dilatano formando una patina biancastra persistente. Ciò sarebbe dovuto a causa dell’azione delle sostanze chimiche come sali di bario, ossido di alluminio, torio e altri metalli pesanti. Nessun governo ha voluto affrontare seriamente questo problema, quindi non si possono conoscere con esattezza i contenuti delle scie e lo scopo del loro impiego. Quello che è sicuro è che molti ricercatori, da un po’ di tempo a questa parte, hanno iniziato a raccogliere dati e informazioni per analizzare meglio questo fenomeno, e che i composti chimici finora individuati possono rivelarsi molto dannosi per l’ambiente e la nostra salute. Infatti, l’eccessiva esposizione ambientale del solo alluminio può essere la causa di malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer, il morbo di Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica.

Perché dovremmo farci del male? Ormai questa domanda non sorprende quasi più. Le principali ipotesi sono legate al controllo climatico e al campo militare, nello specifico al caso H.A.A.R.P.. L’atteggiamento giusto sarebbe quello di non dare per scontato che siano tutte sciocchezze, ma di indagare con occhio critico le informazioni alternative che spesso si trovano nel web. Per questo invito tutti a visitare il sito per consultare le foto, i video, le analisi chimiche, le documentazioni storiche e le ipotesi.


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